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Salta il divorzio lampo, lite nel Pd

Sembra (quasi) fatta. Il divorzio “immediato” lascia il posto al divorzio “breve”. Legge che oggi dovrebbe essere approvata dall’aula del Senato, per tornare poi alla Camera per una terza lettura. Quindi, per vedere la rivoluzione dei tempi di divorzio e separazione, si dovrà aspettare ancora qualche mese. Ma sperando che non ci siano nuovi inciampi, questi saranno i cambiamenti sostanziali: tra la separazione il divorzio si dovranno attendere sei mesi se il procedimento è consensuale, e un anno se l’addio è conflittuale. Un iter uguale per tutti, sia per le coppie con figli, sia per quelle senza figli. Finisce dunque l’attesa infinita tra i due gradi di giudizio, quei tre anni che spesso diventavano cinque, ma resta intatto invece l’impianto che prevede ben due processi prima di poter ottenere il divorzio.
Dal testo che sarà votato oggi, è stata stralciata infatti la norma, proposta dalla senatrice Pd Rosanna Filippin, che prevedeva l’accesso “immediato” al divorzio senza passare per la fase della separazione, in caso di addii consensuali, e per coppie senza figli minorenni. Norma approvata in commissione Giustizia (con l’opposizione di Ncd) ma che probabilmente sarebbe stata bocciata in aula. Così, esattamente come era già successo per le adozioni ai single, nel Pd, e non senza divisioni, è prevalsa la linea favorevole all’approvazione del divorzio “breve” sacrificando quello “immediato”. Senza dimenticare, pur nel rischio di confusione, che l’Italia ha già scelto alcuni mesi fa il divorzio “facile”. Ossia la possibilità di lasciarsi non soltanto davanti al giudice, ma anche in Comune con la “negoziazione assistita” degli avvocati, o direttamente davanti al sindaco.
Sofferta la dichiarazione della senatrice Filippin, che dopo l’assemblea del gruppo, si è vista costretta a mettere ai voti lo stralcio del divorzio “immediato”. «L’ho fatto per ottenere rapidamente il risultato più importante che è la riduzione dei tempi per il divorzio».
M5s e Sel hanno votato contro la proposta di stralcio. Pd, Ncd, Udc, Fi a favore. Duro invece il commento della senatrice a vita Elena Cattaneo, favorevole al divorzio “lampo”: «A due persone sposate, adulte e senza figli o con figli maggiorenni, non può essere negato di accedere subito al divorzio se è consensuale. Non si tratta di scelte etiche o morali, ma della tutela dei diritti di ogni persona a poter decidere di se stessa. In queste materie l’interferenza dello stato deve essere il più vicina possibile allo zero».
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