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Salta il confronto, leader da soli in tv

ROMA — Oggi il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi porrà in Cda Rai per l’ultima volta la domanda: vogliamo insistere per una sfida tv a tre fra Bersani, Monti e Berlusconi? Ma è quasi certo che il duello non ci sarà, anche se Rai1 fa sapere che si farà ogni tentativo per superare l’impasse e convincere il leader del Pd (che aveva chiesto il confronto a sei tra tutti i candidati premier) a una sfida a tre. Comunque, la commissione di Vigilanza ha dato il suo responso ieri, in una riunione tesa, dove alla fine è passata a maggioranza la mediazione del presidente Zavoli ed è stato cambiato il regolamento: saranno i capi delle coalizioni Bersani, Monti e Berlusconi a chiudere la campagna elettorale tv con una conferenza stampa ciascuno, venerdì 22. L’ordine sarà sorteggiato, in una fascia oraria che va dalle 21 alle 23,10. Dall’11 febbraio si terranno le conferenze stampa dei 27 capilista, tre per sera.
Una decisione che Zavoli ritiene salomonica. «Tenuto conto del regolamento, era prevedibile che andasse così: le coalizioni sono tre e 27 le liste», osserva Vincenzo Vita, piddì in Vigilanza. Però Ingroia è già sul piede di guerra. Accusa la commissione di violare la par
condicio. Ha inviato una lettera al presidente Zavoli per garantire un accesso corretto alle reti Rai. Di Pietro poi, altro leader di Rivoluzione civile, sta pensando a un ricorso e a un’interrogazione al Parlamento europeo. Tra campagna elettorale in piena par condicio ed eventi l’intreccio non sarà facile. Il periodo che va dall’11 al 21 febbraio, con l’esclusione di sabati e domeniche, sicuramente scontenterà qualcuno. Il Festival di Sanremo infatti si svolgerà da martedì 12 a sabato 16, e dunque tre serate di Rai1 saranno contestuali ad altrettante serate su Rai2 dedicate al dibattito politico. Ci sono poi gli ottavi della Champions League, con le gare di andata in programma martedì 19 e mercoledì 20, in cui saranno impegnate Juventus e Milan. In commissione di Vigilanza c’è stato chi ha accennato a tutti questi aspetti.
Le posizioni di partenza si erano irrigidite tra il centrosinistra che puntava a una sfida a sei e il Pdl che lo ha subito escluso completamente. Gestire con equità la finalissima di campagna elettorale non è per nulla facile. Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai e coordinatore dell’Osservatorio del Pd sul pluralismo, spiega che per l’Agcom il Pdl è il primo partito su tutti i Tg e che questo è gravissimo. Vita e Giulietti fanno pressing su Agcom perché vigili su quanto sta accadendo.

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