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Salta il blocco dei contratti pubblici Via alle semplificazioni, ma è scontro

Meno Irpef, ma più Iva e meno detrazioni.
Tagli a sanità, Regioni, Comuni e Province. La spuntano gli statali che stavolta riescono ad evitare in extremis il blocco dei contratti.
Soldi per opere pubbliche e Lsu. La “Finanziaria” di Monti arriva alla Camera.
SALTA il blocco dei contratti del pubblico impiego di un anno per l’intero 2014 e si salva anche l’indennità di vacanza contrattuale per il prossimo anno. L’ultima “Finanziaria” della legislatura arriva in Parlamento (senza Relazione tecnica) in zona Cesarini con qualche modifica: eliminata la discussa tassa sulla pensione degli invalidi e la norma che tagliava la retribuzione degli statali in permesso per assistere un congiunto disabile.
Per il resto il disegno di legge di Stabilità resta come era stato concepito e ieri Monti, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, ha tagliato corto sulla questione delle detrazioni rimandando al ministro dell’Economia Grilli. Nessun rinvio, dunque, del taglio delle detrazioni e nessuna cancellazione, come aveva già fatto sapere il governo, del taglio dell’aliquota del 27 per cento.
MENO IRPEF, PIÙ IVA
Il pacchetto fiscale mette il proprio marchio, nel bene e nel male, sulla legge di Stabilità. Molte le polemiche e in Parlamento sono già pronti gli emendamenti di modifica. Riassumendo: dal luglio del prossimo anno aumenta l’Iva di un punto: la massima arriva al 22 e quella intermedia, con molti beni di largo consumo, all’11 per cento (gettito 3,2 miliardi). A fronte di questo aumento si riduce l’Irpef per i redditi del 2013: scende dal 23 al 22 per cento fino a 15 mila euro e dal 27 al 26 per cento dai 15 ai 28 mila euro (costo 4,2 miliardi). Questa riduzione, che beneficia l’intero spettro dei redditi (i più bassi e i più alti) viene in parte compensata (oltre che dall’aumento dell’Iva) da circa 2 miliardi di tagli lineari alle agevolazioni fiscali: deduzioni e detrazioni subiscono una franchigia di 250 euro e il totale delle detrazioni non potrà superare i 3.000 euro. Con un paio di detrazioni e una deduzione si possono perdere tranquillamente fino a 200 euro secchi.
BANCHE E TOBIN TAX
Arriva la Tobin tax, tassa sulle transazioni finanziarie pari allo 0,05 per ogni contratto (esclusi i titoli di Stato). Darà un gettito di un miliardo: quando ai tempi del governo Prodi fu promossa una indagine parlamentare sul tema, fu considerata una sorta di imposta sovversiva; oggi in Europa la adottano in molti e anche da noi non fa più tanto clamore. Stretta anche su banche e assicurazioni: circa 800 milioni di misure fiscali nel 2013.
TAGLI A SANITÀ E SCUOLA
In tutto i tagli sono di 3,7 miliardi. Le Regioni daranno un miliardo e mezzo, i Comuni 500 milioni, le Province 200. Il Servizio sanitario nazionale è chiamato a contribuire con 600 milioni quest’anno e un miliardo il prossimo (riduzioni dell’acquisto di merci e servizi e dispositivi sanitari). Circa 300 milioni si risparmieranno negli enti previdenziali e 5 milioni con il blocco dell’acquisto di arredi. Nella scuola confermato l’aumento della settimana lavorativa da 18 a 24 ore a parità di salario. Arrivano 100 milioni per i lavoratori esodati con la riforma Fornero.
OPERE PUBBLICHE
Arrivano risorse per le opere pubbliche: il Mose avrà a disposizione 50 milioni nel 2013, per la Tav Torino- Lione sono previsti 60 milioni nel 2013. Ma fondi saranno disponibili anche per la manutenzione della rete ferroviaria (300 milioni nel 2013), per la costruzione delle ferrovie del secondo lotto del Brennero (600 milioni nel 2013) e per la manutenzione delle strade statali (300 milioni). Denari anche per i lavoratori socialmente utili (110 milioni), le scuole private (223 milioni) e Radio radicale (10). Al trasporto pubblico locale regionale vanno 465 milioni (in prima battuta erano 600). Arrivano anche le risorse per portare verso la chiusura il Ponte sullo Stretto (300 milioni in extremis).
SEMPLIFICAZIONI
Un provvedimento che Palazzo Chigi valuta in 3,7 miliardi, un disegno di legge per il quale Monti si augura un iter breve e al quale plaude la Confindustria. Tante le misure: ad esempio cambio di residenza e imposta sui rifiuti si faranno con un unico documento; per ottenere la certificazione di un titolo di studio in lingua inglese si eviteranno gli attuali molteplici passaggi; si introduce il silenzio- assenso per i permessi di costruire (con le proteste dei Verdi). In allerta anche il Garante per la Privacy, per le deroghe alla riservatezza in favore di chi svolge attività imprenditoriale.

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