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Salsicce, terme e cimiteri: quegli strani affari sotto il Monte

Premesso che i problemi di Banca Monte dei Paschi e Banca Carige sono ben altri rispetto ad alcune bizzarre partecipazioni. Premesso che l’attuale portafoglio di piccole e grandi quote in varie società è una stratificazione di anni passati. E premesso che un tale portafoglio non si smobilizza dall’oggi al domani. Tutto ciò premesso, i servizi cimiteriali sembrano ben lontani dall’oggetto sociale di una banca, così come la gestione di un centro termale o la lavorazione di salsicce e polpettone. Eppure nei meandri delle partecipazioni delle due banche (soprattutto Mps) bocciate dalla Bce, in quelle zone che rimangono all’ombra dei bilanci si scopre un mondo di affari strani. E di relazioni che si ripetono. Vediamone una carrellata. 
Per la banca genovese la questione è circoscritta a due partecipate, l’Autostrada dei Fiori (20,6%) e la Ili Autostrade (7%).
In corsia
La prima gestisce il tratto tra Savona e Ventimiglia. Il controllo è saldamente in mano al gruppo Gavio, storico azionista della banca. Quando lo scorso anno è cambiato il vertice ed esplosa la crisi, è diventata ufficiale e pubblica la volontà della banca di vendere. Ma chi compra quel 20%? Infatti è sempre lì.
Altro storico socio di Carige è l’europarlamentare Vito Bonsignore (ex Pdl ora Ncd), in stretti rapporti con l’ex numero uno Giovanni Berneschi. La banca è ancora titolare di un 7% della Ili Autostrade di Bonsignore, cui fa capo il project financing della Orte-Mestre. Nove anni di bilanci e nove di perdite.
Viminale
Il ministero degli Interni ha preso in affitto nel 2008 (e fino al 2017) una grande struttura immobiliare a Roma, sulla Tuscolana di fronte a Cinecittà. Lì la Polizia di Stato ha insediato la Stradale, la Postale, Sco, Ucigos, e altri comandi più l’archivio. Il ministero paga una canone di locazione di 11.282.982 euro annui, quasi un milione al mese. I sindacati della Polizia hanno spesso denunciato i costi esagerati degli affitti pagati a proprietari privati quando non mancano le strutture demaniali inutilizzate. Chi sono i privati in questo caso? Innanzitutto Banca Mps (erede di Antonveneta) che di fatto è il dominus della Costruzioni Ecologiche Moderne (Coem), proprietaria dell’immobile. Mps è il principale azionista con il 40,2% e ha in pegno le quote di tutti gli altri soci, cioè la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi (Cmb), la famiglia Morrea e Corrado Pesci, figlio di Virna Lisi. Sono di Mps due mutui da 60 milioni, uno scoperto di conto corrente da 10 milioni e tre ipoteche. I canoni pagati dal ministero garantiscono però buoni utili. Dunque la banca di Siena a caccia di oltre 2 miliardi, è il padrone di casa a Roma della Polizia di Stato che in dieci anni pagherà la bellezza di 112 milioni di affitto. Cioè ben più del valore di carico della struttura nel bilancio della Coem.
Spostiamoci più a Nord, al confine tra Liguria e Toscana. Mps è inchiodato con un 25% in Marinella spa, un progetto di sviluppo immobiliare (in perdita per ora) di 430 ettari intorno a Sarzana. Chi c’è insieme ai senesi? Il Consorzio Cooperative Costruzioni e Unieco. Cioè le coop «rosse», sorelle della Cmb, partner di Siena nell’affare della Polizia.
Debiti
Un bel «buco» è la New Colle (-22 milioni nel 2013), società creata per riqualificare l’ex area industriale del cristallo di Colle Val d’Elsa. Mps è azionista rilevante (49%, il resto è del Comune) e finanziatore quasi esclusivo. Se rimane come socio perde un sacco di soldi ma deve ripianare per garantire il debito a se stesso. Se da creditore chiede il rientro, si auto-danneggia come socio. Più che finanziaria rischia di essere una questione da psicoterapia.
Più semplice il caso dell’Autostrada Tirrenica che ha la concessione per la Livorno-Civitavecchia. Mps è imbullonato con il suo 15% in compagnia, guarda caso, delle solite coop (Cmb, CCC, Cmc, Unieco, Unipol). E la Sta di Firenze che tratta e smaltisce rifiuti perdendo quasi 2 milioni l’anno? Possibile che Mps non riesca a vendere il suo 12%? O crea problemi ai soliti compagni delle Coop che controllano Sta? Il tema si ripete in un progetto residenziale alle porte di Mantova sempre con Unieco.
Salami e servizi
Stiamo in zona, andiamo a vedere che ci fa Mps con il 9% di Assofood. Questa società (targata Unipeg, coop numero uno nelle carni bovine) vende braciole, salsicce, polpettone e perde milioni di euro. Mps manda un suo rappresentante a tutte le assemblee. Zero dividendi ma forse una grigliata si rimedia.
Pochi sanno che il Monte è padrone delle Terme di Chianciano (49%, con la Regione Toscana al 32%). Più di tutte, però, colpisce una piccola, evidentemente strategica (da anni non si tocca) partecipazione: il 3,9% nella società Servizi Cimiteriali di Cesano Boscone (Milano) controllata dalla solita Cmb di Carpi (vedi Polizia).
Va bene essere banca e fare l’immobiliarista o l’imprenditore autostradale, il costruttore, il gestore di terme, perfino il macellaio per aiutare le amiche cooperative. Ma il becchino no .
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