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Salini rastrella l’8,1% di Impregilo

di Marigia Mangano

Salini costruttori entra nel capitale di Impregilo con l'8,1% del capitale. L'operazione, anticipata da IlSole24 Ore di ieri, si inserisce in un momento delicato per gli equilibri di Igli, il veicolo a cui fa capo il 29,7% di Impregilo e partecipato dalle famiglie Gavio, Benetton e Ligresti. Tanto che già per venerdì prossimo i soci hanno convocato un consiglio di amministrazione di Igli. «L'operazione non è ostile, ma ha una forte valenza industriale», chiarisce Pietro Salini, amministratore delegato del gruppo omonimo, al Sole24 Ore.

Salini nel libro soci

Con una nota ufficiale, diffusa ieri a mercati chiusi, il gruppo Salini Costruttori ha comunicato di aver rilevato il l'8,1% di Impregilo per circa 60 milioni. Una quota che ne fa il secondo socio di riferimento (industriale) dopo Igli, il veicolo che detiene la proprietà del 29,7% di Impregilo. L'operazione è avvenuta in due fasi: lunedì è stato rilevato il 5% del capitale, tramite Equita Sim, e ieri il restante 3%. La comunicazione è infatti arrivata al termine di una giornata di forti acquisti sul titolo Impregilo che ha chiuso in controtendenza, in rialzo dell'2,65%, con volumi esplosi: sono passati di mano circa 15 milioni di pezzi contro una media mensile che viaggia intorno ai 4 milioni.

Da tempo Salini aveva sul tavolo il dossier Impregilo. Tanto che un anno e mezzo fa, secondo quanto si apprende, avrebbe presentato una manifestazione di interesse e in occasione della fusione con il gruppo Todini aveva preso in considerazione anche un merger a tre con la stessa Impregilo. Non se ne fece nulla, ma oggi il progetto torna d'attualità. «Il management di Salini Costruttori – spiega la nota – ritiene l'investimento così effettuato strategico e finalizzato a creare le basi per un dialogo costruttivo e funzionale ad instaurare una collaborazione industriale nonché facilitare una ipotesi di crescita dimensionale di impresa orientata a poter meglio competere sui mercati internazionali». Una operazione amichevole, dunque, ma di cui i soci Igli non erano informati. Tanto che ieri mattina il patron Pietro Salini avrebbe contattato singolarmente i tre soci di Igli, spiegando l'investimento e rimandando a un futuro incontro valutazioni più approfondite. «Non facciamo i finanzieri, il nostro investimento ha una forte valenza industriale» ha spiegato Salini, «Portiamo a Impregilo la nostra esperienza nelle costruzioni e la nostra presenza sui mercati. Siamo convinti che per poter competere oggi sia necessario avere delle masse critiche che potrebbero essere raggiunte grazie alla collaborazione e alle sinergie che si possono sviluppare tra Salini e Impregilo».

Sinergie e valori inespressi

Secondo quanto trapela, l'idea del gruppo di costruzioni romano sarebbe quello di procedere alla fusione delle attività estere di Impregilo e Salini. L'operazione, peraltro, avrebbe un forte senso industriale secondo gli analisti. Salini, che alla fine del 2010 aveva un fatturato di 1,12 miliardi, una Ebitda di 168 milioni e un debito netto di 230 milioni, è infatti presenta in Paesi dove non compare Impregilo: l'Africa, specie Etiopia e Nigeria, Algeria, Bulgaria, Ucraina e Turchia. Di contro Impregilo è molto forte in Centro-Sud America, in Romania, Svizzera e negli Emirati. Insomma, una perfetta complementareità. Senza contare che l'investimento di Salini ha anche un forte senso finanziario se si pensa che è opinione diffusa sul mercato che gli attuali prezzi di Borsa non esprimono il reale valore del gruppo Impregilo. Tesi che è confermata da una semplice somma delle parti che tiene conto solo degli asset chiave: a Impregilo fa capo il 29% circa della controllata brasiliana Ecorodovias, quota che vale da sola circa 900 milioni (il gruppo capitalizza circa 3miliardi), più della stessa capitalizzazione di Impregilo che oggi vale in Borsa circa 775 milioni. A questo bisogna poi sommare il business delle costruzioni, che secondo alcuni analisti viaggia intorno ai 900 milioni. Il tutto a fronte di un debito che alla fine del semestre era di 560 milioni.

Ma al di là delle singole valutazioni, l'ingresso di Salini si inserisce in un momento molto delicato per gli assetti proprietari di Impregilo. Prova ne è la decisione dei soci, presa ieri mattina, di convocare per venerdì il consiglio di amministrazione di Igli. Formalmente il board serve a sciogliere il nodo legato al rifinanziamento del prestito Mediobanca-UniCredit in scadenza il 31 ottobre. Ma è naturale che l'ingresso di un nuovo socio apra nuovi scenari, che inevitabilmente saranno discussi.

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