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Salini lancia l’Opa su Impregilo

Salini lancia l’attacco finale. Il gruppo di costruzioni romano ha annunciato ieri sera che è pronto a lanciare un’Opa su Impregilo e quindi a chiudere la partita avviata poco più di un anno fa con la Igli di Beniamino Gavio per il controllo del general contractor.
Da mesi Pietro Salini stava accarezzando l’idea di prendersi tutta Impregilo, dopo aver conquistato a luglio dell’anno scorso il controllo del consiglio in una tumultuosa assemblea. Per far scattare l’Opa mancava la messa a punto del piano finanziario, che è andato a posto pochi giorni fa con il via libera di Banca Imi e Natixis al finanziamento dell’offerta, che verrà poi sindacato sul mercato. Le due banche, insieme a Rothschild, sono anche gli advisor finanziari dell’operazione. L’Opa verrà lanciata a 4 euro ad azione e quindi valuta tutta Impregilo 1,6 miliardi. Il premio offerto da Salini è di poco inferiore al 5% rispetto al valore di chiusura delle azioni ieri, che è stato di 3,8 euro. L’operazione è finalizzata alla fusione tra Salini e Impregilo, di cui l’azienda romana ha già il 29,84%, e quindi alla creazione di quel «Campione nazionale» che è alla base del progetto promosso un anno fa da Salini. Ma l’offerta pubblica ha soprattutto l’obiettivo di regolare una volta per tutte i conti con Beniamino Gavio, che con il 29,9% di Impregilo in mano può fare minoranza di blocco e disturbare le manovre ai piani alti del general contractor. Lo ha già fatto praticamente ogni volta che ne ha avuto l’occasione. L’imprenditore piemontese aveva anche provato a far invalidare l’assemblea che la scorsa estate aveva assegnato il controllo del board a Salini ricorrendo in Tribunale, ma gli è andata male. L’Opa è l’occasione per cedere le azioni con una buona plusvalenza. Ed è anche l’occasione per il fondo Amber, titolare del 5%, di ritirarsi dalla partita in cui si era infilato l’anno scorso quasi in contemporanea con l’arrivo di Salini. Dal fronte Gavio non sono tuttavia arrivati segnali, per cui ora resta da capire quali sono le intenzioni del patron di Igli. Una contro-Opa è improbabile. Gavio avrebbe potuto farla prima a un prezzo più basso. In più ora che Impregilo ha venduto Ecorodovias in Brasile per 925 milioni, il business delle costruzioni potrebbe anche essere ritenuto meno interessante da Gavio, la cui attività principale è nelle concessioni.
Nella nota diffusa ieri per annunciare l’Opa, il gruppo romano ha precisato che qualora non fosse possibile arrivare alla fusione «resta immutata la piena disponibilità di Salini a valutare ogni modalità operativa» per sfruttare le sinergie tra i due gruppi. L’Opa è condizionata al raggiungimento del 50% più un’azione e Salini non ha intenzione di ritirare la società dal listino, anche se nella nota diffusa ieri questa possibilità non viene esclusa. La data di partenza dell’offerta è condizionata al nullaosta della Consob ma presumibilmente dovrebbe iniziare a metà marzo e concludersi a metà aprile.

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