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Salini-Impregilo, la Procura indaga sul conflitto d’interesse

La nuova gestione di Impregilo finisce nel mirino della Procura di Milano. L’amministratore delegato del general contractor, Pietro Salini, e due consiglieri d’amministrazione, Massimo Ferrari e Claudio Lautizzi, sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato riguarderebbe operazioni deliberate in potenziale conflitto di interessi senza averlo dichiarato. Salini oltre a guidare Impregilo è anche amministratore delegato della concorrente Salini, in cui gli altri due indagati hanno rispettivamente la carica di direttore affari generali e direttore generale estero. Il presidente di Impregilo, Claudio Costamagna, ha fatto sapere di avere «piena fiducia nel lavoro della magistratura» evidenziando però «l’assoluta infondatezza delle accuse formulate, la correttezza dell’operato del management».
Il tribunale si è mosso in seguito a una denuncia di Bruno Binasco, amministratore unico di Igli, la cassaforte di Beniamino Gavio a cui fa capo il 29,9% di Impregilo, in cui vengono evidenziate criticità in una gara in Romania a cui partecipano sia Impregilo sia Salini, nella nomina di Salini ad amministratore delegato e nell’attribuzione delle deleghe. Secondo Igli nella gara d’appalto per la costruzione dell’autostrada Timisoara-Deva il conflitto di interessi sarebbe emerso con evidenza. I lavori sono stati divisi in quattro lotti e Impregilo ha presentato offerte per il 3 e 4 e Salini per il 2. Questo perché, aveva spiegato il general contractor, i requisiti consentivano di partecipare solo a due lotti e quelli scelti offrivano maggiori economie di scala e più probabilità di aggiudicazione. All’apertura delle buste, tuttavia, Impregilo è risultata ottava e nona e Salini seconda. Di qui la decisione della procura di mandare i finanzieri nelle sedi Impregilo a Roma e Milano, in quella della Salini e alla Sina di Gavio, per acquisire le carte e andare a fondo nella vicenda.
La notizia dell’indagine ha fatto passare in secondo piano la nuova offerta da 770 milioni di reais arrivata ieri da Primav per il 19% della brasiliana Ecorodovias. A luglio Impregilo ne aveva ricevuta una da 763 milioni. Ma quella arrivata ieri per Igli è comunque «nel complesso peggiorativa rispetto ai termini complessivi dell’offerta precedente» che incamerava un premio del 12,3% contro il 5,4% dell’ultima proposta. «E’ stato dato mandato ai legali di valutare opportune azioni nelle sedi competenti» nei confronti del gruppo Gavio, ha fatto sapere in serata Salini, che è tornato ad accusare il gruppo di Tortona di portare avanti «una campagna di disinformazione tesa a colpire la società Impregilo, il suo management e il gruppo Salini».

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