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Salini Impregilo, bond per le banche

Per Salini Impregilo, che oggi presenta alla comunità finanziaria il piano industriale dell’integrazione dei due general contractor e la strategia del «campione nazionale» delle costruzioni, le prime tappe del dopo-opa sono soprattutto finanziarie. L’obiettivo è chiudere gli 1,4 miliardi di debiti con le banche entro l’anno. Ieri in Borsa Impregilo ha frenato (-0,95% a 3,12 euro) dopo lo sprint di martedì (+18%).
A Banca Imi e Natixis, istituti finanziatori dell’acquisto (un classico leveraged buyout), sono già stati rimborsati circa 540 milioni, in anticipo sulla scadenza del 30 giugno grazie al maxi-dividendo di Impregilo derivante dalla vendita delle autostrade brasiliane Ecorodovias. Del finanziamento — che oltre agli 1,1 miliardi per l’opa comprende anche 80 milioni di commissioni, 130 milioni per la chiusura dei debiti del veicolo Salini spa e 65 milioni per vecchie esposizioni della controllante Salini Costruttori spa — restano poco più di 800 milioni, da rimborsare entro il 2014 (prorogabile a giugno 2016).
Per anticipare questa seconda scadenza il gruppo guidato da Pietro Salini sta studiando insieme con le banche e l’advisor Rothschild l’emissione di un bond da circa 500 milioni. L’emissione, possibilmente entro l’anno, sarebbe a 4-6 anni e avrebbe il vantaggio di allungare la scadenza del debito e di allentare i vincoli (covenant) rigidi imposti per l’opa. Fonti coinvolte nell’operazione sostengono che comunque Salini può contare di per sé su un ebitda che garantirebbe da solo la sostenibilità del debito. Per Impregilo il piano prevede nel 2016 il ritorno a una cassa positiva per 300 milioni.
Resta il nodo dell’ampliamento del flottante di Impregilo, oggi poco più del 10%, che Salini intende portare al 25%. Le strade potrebbero essere la vendita di azioni o un aumento di capitale. Per quest’ultima strada dovranno essere valutate prima le condizioni di mercato, spiegano le fonti, per evitare uno sconto eccessivo; inoltre bisognerà vedere se Salini preferirà avere una struttura di capitale più solida anche in vista di eventuali acquisizioni, seppure oggi non in vista.

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