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Salini fa il bis su Impregilo: dopo l’ Opa, il dividendo

Salini va al raddoppio su Impregilo: dopo aver annunciato l’Opa sul general contractor, arriverà anche il dividendo jumbo. Il gruppo romano, che in un anno e mezzo è entrato nel capitale, ha sfidato la famiglia Gavio, e ha lanciato un’offerta per prendere il comando: non solo intende fare un’Opa (a 4 euro per azione), ma Impregilo pagherà anche una maxi-cedola.
La prossima settimana sarà depositato il prospetto in Consob: a norma di legge, Salini ha 20 giorni di tempo dall’annuncio, ma il gruppo romano vuole anticipare i tempi e presentare il documento in anticipo. Molti gli interrogativi ancora aperti: in primis come Salini finanzierà l’esborso (gli unici dati noti sono che l’Opa ha il sostegno di Banca Imi e Natixis). Secondo quanto si apprende, l’architettura finanziaria dell’Opa è mobile e cambierà a seconda delle adesioni. L’ago della bilancia è Beniamino Gavio, titolare di un 29,9% di Impregilo e uscito sconfitto dal braccio di ferro.
Facile pensare che Salini abbia lanciato l’Opa con l’obiettivo di liberarsi una volta per tutte dell’eterno rivale, nonché socio scomodo, Gavio. Ma a sentire chi conosce bene i romani, a Salini interessa solo avere la maggioranza di diritto, ossia il 50% più una azione della società. Vero è infatti che nonostante abbia vinto l’assemblea e abbia preso lo scettro imponendo un “suo” cda, Salini non è il primo azionista di Impregilo, fermandosi a un 29,5%. L’azionista di maggioranza relativa è la Igli di Gavio. Se esce di scena, tanto meglio: le due cose sono legate tra loro perché Gavio, pur detenendo una quota di blocco, si ritroverebbe a fare il socio di minoranza di una società con un socio di maggioranza assoluta.
Cosa farà dunque la famiglia di Tortona che si è vista sfilare di mano la società? Ieri ha convocato il consiglio di amministrazione della Astm, l’Autostrada Torino-Milano che ha in pancia la sub-holding Igli. Nessuna decisione è stata presa, ma solo la presa d’atto dell’offerta di Salini, arrivata ex abrupto, con la nomina degli advisor (Nomura per Astm e Mediobanca-Unicredit per Igli) che dovranno stabilire se quei 4 euro messi sul piatto sono adeguati (fairness opinion). Anche senza le banche d’affari, però, non ci vuole molto a capire che cedere le azioni è un’affare per Gavio che potrebbe portare un sostanzioso tesoretto (478 milioni di incasso e oltre 100 milioni di plusvalenza). Cosa che però sarebbe possibile anche con il jumbo-dividend in arrivo. Quindi tutte le strade sono aperte.
Di sicuro ai soci Impregilo arriverà infatti anche un “cedolone” in primavera. Contrariamente ai timori della prima ora che prospettavano, visto che Salini offre già con l’Opa una remunerazione in contanti ai soci, una possibile abolizione del dividendo di Impregilo, i romani offrono una doppia possibilità al mercato. La cosa non è sfuggita ai fondi opportunisti hanno già iniziato a prendere posizione. Amber, l’investitore che ha fatto vincere a Salini la fatidica assemblea della scorsa estate, ha quasi dimezzato la sua quota in Impregilo, scendendo dal 7,2% al 4,3%. Ha venduto metà pacchetto sul mercato, dove i titoli quotano lievemente sopra i 4 euro, e si tiene l’altra metà aspettando la cedola.

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