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Saldo Iva 2013 agli sgoccioli. Supplementari solo per Unico

Scade lunedì 17 marzo, cadendo di domenica la data del 16 fissata dalla legge, il termine per il versamento del saldo Iva dell’anno 2013. L’appuntamento interessa i contribuenti che hanno un debito a conguaglio dell’anno solare precedente, ma in particolar modo coloro che presentano, per obbligo o per libera scelta, la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma. Chi presenterà la dichiarazione all’interno del modello Unico, invece, potrà adempiere all’obbligo nei tempi supplementari, ossia entro i termini stabiliti per il pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione unificata, ma dovrà maggiorare l’imposta da versare degli interessi compensativi. In ogni caso, è possibile avvalersi della rateazione e della compensazione.

L’Iva dovuta a saldo dell’anno solare. La chiusura definitiva dei conti dell’anno solare 2013, in sede di compilazione della dichiarazione annuale, può evidenziare un saldo d’imposta a debito oppure a credito. Ma non necessariamente: i contribuenti mensili che hanno regolarmente versato l’imposta risultante dalle liquidazioni periodiche eseguite nel corso dell’anno e non presentano situazioni «da conguaglio», nella dichiarazione annuale si trovano in pareggio. Infatti, tralasciando l’ipotesi patologica della mancata esecuzione dei versamenti periodici, per i contribuenti mensili l’emersione di un debito Iva a saldo può scaturire dalle operazioni «di chiusura» che si effettuano, in situazioni particolari, all’atto della dichiarazione annuale: per esempio, il calcolo definitivo della percentuale di detrazione provvisoriamente applicata nella misura risultante dalla dichiarazione precedente, la ventilazione complessiva dei corrispettivi annotati senza distinzione per aliquota, le rettifiche delle detrazioni di anni precedenti operate ai sensi dell’art. 19-bis2, la regolarizzazione di violazioni riferite all’anno d’imposta 2013 eseguita dopo la fine dell’anno ma entro il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione, o anche semplici arrotondamenti contabili. Il discorso è differente per i contribuenti trimestrali su opzione, per i quali l’emersione di un saldo a debito può scaturire dall’ordinaria applicazione dell’imposta: questi contribuenti, infatti, non devono eseguire la liquidazione periodica del quarto trimestre dell’anno, le cui risultanze confluiscono quindi nella dichiarazione annuale. I contribuenti trimestrali per opzione devono applicare, anche sull’importo dell’imposta dovuta a saldo in base alla dichiarazione annuale, l’interesse compensativo dell’1% previsto a loro carico in contropartita della «trimestralizzazione» del periodo fiscale. Questa maggiorazione, dovuta appunto a titolo di interesse compensativo della periodicità trimestrale, va ad applicarsi non soltanto sull’imposta effettivamente imputabile alle operazioni del quarto trimestre, ma anche sull’eventuale imposta di puro conguaglio scaturente da altre operazioni (pro rata, rettifiche, ventilazione ecc.); conguaglio che i contribuenti mensili e i contribuenti trimestrali speciali versano, invece, negli stessi termini senza alcun onere aggiuntivo. Sarebbe pertanto equo introdurre un meccanismo correttivo, volto a limitare l’onere della maggiorazione alla sola imposta oggetto di pagamento differito per effetto della «trimestralizzazione». La maggiorazione dell’1% non è dovuta dai contribuenti che versano annualmente l’Iva avvalendosi di speciali regimi che prevedono l’esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici (es. nuove iniziative produttive da art. 13, legge n. 388/2000, regime contabile agevolato di cui all’art. 27, comma 3, dl n. 98/2011).

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