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Saldi di Borsa a rischio volatilità

di Alberto Ronchetti

I titoli azionari quotati, nelle Borse occidentali, sono davvero a prezzi da saldo. Ma l'avversione al rischio fra gli investitori è ancora alta e l'innesco rialzista continua a mancare.

L'S&P 500, l'indice leader dei mercati industrializzati, la scorsa settimana era valorizzato a un trailing price earning (il rapporto prezzo/utili prospettico basato sui valori correnti e sulle stime dei profitti per l'anno successivo, nel nostro caso il 2012) attorno a 11, schiacciato sui minimi degli ultimi 20 anni. Analoga la situazione anche in Europa. Inoltre gli indicatori tecnici sono da lungo tempo in una situazione che, in altri periodi, avrebbe già avviato un forte rally. L'ipervenduto è diffuso in modo strutturale su tutti i listini, Italia compresa. Il Bull-bear Ratio (il rapporto fra operatori ottimisti e pessimisti a Wall Street, un buon indicatore contrarian) da tre settimane è sotto 1, quindi i ribassisti soverchiano i rialzisti. Di solito, quando è così, parte poi un rimbalzo che può essere anche sostenuto e prolungato.

Al momento paure e timori ingessano però il mercato. Anche nell'ultima ottava i listini hanno tentato la reazione, sull'onda delle aperture tedesche sulla questione greca e sulla possibilità di creare un fondo salvabanche. Ma il quadro generale resta fragile.

Anche alla riapertura di oggi bisognerà continuare ad avere un atteggiamento cauto e attento. Perché, in un mercato senza certezze a cui aggrapparsi, basta una mezza indiscrezione per far cambiare rapidamente direzione all'andamento dei prezzi. Quindi si può acquistare, scegliendo fra i settori e le aziende più solidi, ma solo se si è davvero esperti e si ha la possibilità di sopportare una frenetica altalena dei prezzi.

Moltissime azioni – anche di ottime società – sono in svendita. Questa è opinione condivisa dalla gran parte degli operatori. Ma la sensazione che la volatilità resterà elevata, e che quindi i prezzi possano scendere ancora (almeno nel breve, nelle prossime settimane), è ben presente fra i protagonisti dei mercati. Anche perché la politica, che oggi dovrebbe dire la sua e trovare una soluzione ai grandi temi economici che preoccupano l'Occidente, continua a deludere. I suoi tempi sono lunghi, specialmente nell'attuale fase che vede gli Stati occidentali alle prese con pesantissimi deficit pubblici. I mercati, però, chiedono risposte ben più rapide.

Ma torniamo alla situazione generale dei listini. «Il forte ipervenduto finora è stato assorbito più dall'elevata volatilità che dall'aumento dei prezzi – osserva Francesco Caruso, analista tecnico indipendente e animatore del sito specializzato e gratuito www.francescocaruso.ch –. D'altra parte un rimbalzo in questa fase manca delle condizioni per avere molto respiro: la liquidità sul mercato è scarsa, i flussi sono negativi e le banche hanno i loro problemi». Però, aggiunge Caruso, «è possibile una tipica reazione stagionale (il periodo fine ottobre-gennaio è storicamente quello migliore per le Borse), eventualmente dopo un sell off finale. Comunque, date le caratteristiche di profondità del movimento di ribasso e visto il quadro d'insieme, una "inversione a V" delle Borse è pressoché impossibile».

D'altra parte la "vetrina dei saldi", secondo alcuni osservatori, non è poi così conveniente come sembra. Perché gli analisti – questa è l'idea – stanno adeguando al ribasso con lentezza le stime dei profitti 2012 per effetto del previsto rallentamento della crescita europea e americana nei prossimi trimestri. Quindi, se questo è vero, i prezzi azionari sono sì bassi, ma la cosa è giustificata.

«Vediamo aumentare il rischio che nel 2012 l'economia occidentale si trovi ad affrontare una crescita insignificante, o addirittura negativa – scrive per esempio in una nota Ad van Tiggelen, Senior investment specialist di Ing Investment Management –, e che gli utili aziendali rispecchino questo andamento. In un simile scenario, i mercati azionari non sono poi così convenienti come sembrerebbe».

Tuttavia, conclude Giles Keating, responsabile Global research di Credit Suisse, «se si escludono gli scenari più negativi, i prezzi di molte attività sono scesi a livelli da apparire davvero interessanti. Ovviamente, e questo vale soprattutto per il mercato azionario, poichè in questi giorni abbiamo visto un forte rally, la convenienza dipende dal livello dei prezzi nel giorno in cui si decide di investire. Ma, per gli investitori che possono sopportare la volatilità, il mercato offre valore».

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