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Salasso nel processo al Tar e Cds

Salasso sul processo amministrativo e sulle impugnazioni civili. Il disegno di legge sulla stabilità mette le mani nelle tasche di chi si rivolge ai Tar e al Consiglio di stato e anche di chi propone un’impugnazione civile. La giustizia, soprattutto amministrativa, costerà molto caro: si pensi, ad esempio, che un appello al consiglio di stato in materia di appalti, se il disegno di legge andrà in porto, costerà 8 mila euro, da versarsi subito.Contemporaneamente fissa un tetto alle liquidazione giudiziale delle spese di soccombenza, che penalizza gli avvocati e i clienti vittoriosi in giudizio. Per le impugnazioni civili (appelli e ricorsi in cassazione) il ddl prevede un contributo unificato raddoppiato in caso di soccombenza o di impugnazione dichiarata improcedibile o inammissibile. In particolare viene proposta la modificazione dell’articolo 13 del T.u. spese di giustizia, disponendo che quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente, è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale. Il versamento alla fine assume un carattere sanzionatorio teso a punire chi ha fatto perdere tempo alle corti. La norma non prevede alcuna valutazione discrezionale da parte del giudice, al fine di tenere conto della eventuale buona fede dell’interessato. La scure è automatica in caso di sconfitta piena, ma anche in caso di pronuncia sul rito (inammissibilità o improcedibilità). Si tratta di un altro tassello che disincentiva le parti a farsi le proprie ragioni nei gradi di giudizio successivi al primo. Solo di recente è stato inserito il filtro di ammissibilità all’appello e ora con la prospettiva del raddoppio del balzello, l’impugnazione diventa una pericolosissima corsa a ostacoli.

Processo amministrativo. Un aumento a tappeto, per primo e secondo grado, è proposto per il processo amministrativo. Qui gli aumenti si spalmano su tutti i tipi di procedimento. Aumenta il contributo unificato per i ricorsi in materia di accesso ai documenti amministrativi (articolo 116 del codice del processo amministrativo, dlgs 104/2010) e di ricorsi avverso il silenzio dell’amministrazione (articolo 117 del codice del processo amministrativo, dlgs 104/2010): passa da 300 euro a 350 euro. Stesso aumento (a 350 euro) è previsto per i giudizi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato. Incremento sensibile si deve registrare per tutti i giudizi in cui si applica il rito abbreviato con termini ridotti a metà ( materie previste dal libro IV, titolo V, del codice del processo amministrativo e altre disposizioni speciali): il contributo unificato passa da 1.500 euro a 1.800 euro. Ci sono poi due materie speciali in cui si applica il rito abbreviato, per cui la manovra del disegno di legge di stabilità prospetta aumenti molto più pesanti. Si tratta delle controversie in materia di provvedimenti concernenti le procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture e di provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti Ora il contributo previsto è di 4 mila euro.

Nel disegno di legge sulla stabilità si individua una scaletta in base al valore della causa: il contributo dovuto è di euro 3 mila quando il valore della controversia è pari o inferiore a euro 200 mila; per quelle di importo compreso tra 200 mila e 1.000.000 euro il contributo dovuto è di euro 4.000 mentre per quelle di valore superiore a 1.000.000 euro è pari ad euro 5 mila. Aumenta il contributo unificato anche per tutti i processi amministrativi in materie diverse da quelle sopra elencate: si passa, infatti, da 600 a 650 euro. Ad esempio costerà 650 euro impugnare un permesso di costruire. Gli importi del contributo unificato per i ricorsi amministrativi sono raddoppiati per l’impugnazione: se si va in consiglio di stato per ottenere la riforma di una sentenza del Tar l’esborso si moltiplica per due. Il ddl, comunque, con una ragionevole disposizione transitoria, attribuisce i nuovi balzelli ai ricorsi notificati successivamente all’entrata in vigore della presente legge.

Spese di lite. Altra novità in tema di giustizia riguarda la determinazione delle spese di soccombenza da caricare a chi perde la causa. Il ddl stabilisce un tetto massimo: i compensi liquidati dal giudice e posti carico del soccombente non possono superare il valore effettivo della causa. I compensi, però, almeno non comprendono le spese. Si generalizza una regola che riguarda ora le cause di modesto valore: si tratta di un taglio ai compensi degli avvocati che potrà distogliere gli interessati dal proporre le cause (visto che pur vincendo devono pagare l’eventuale compenso aggiuntivo al proprio legale).

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