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Sala vince le primarie e si candida a sindaco Pisapia: “Lo sosterrò”

MILANO.
Alla fine ha vinto lui, Mr Expo. Sarà Beppe Sala il candidato sindaco del centrosinistra che a giugno dovrà tentare di riconquistare Palazzo Marino. A incoronarlo come erede di Giuliano Pisapia è stato il 42 per cento dei 60mila e 900 milanesi che hanno votato alle primarie: meno dei 67mila della competizione del 2010 fissati come obiettivo. Colpa anche della pioggia che ha continuato a cadere sulla città per tutta la giornata, dicono gli organizzatori. Perché alla fine, la rincorsa di Francesca Balzani si è fermata al 34 per cento. In meno di due mesi di campagna la vicesindaco indicata proprio da Pisapia come la candidata della “continuità arancione”, ha guadagnato posizioni rispetto ai sondaggi, ma non abbastanza. L’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, a lungo corteggiato per un ticket con la vicesindaco, è arrivato al 23 per cento. L’outsider Antonio Iannetta allo 0,7 per cento.
Finisce così. Ma in realtà la sfida, quella vera, inizia oggi. Perché adesso, la parola d’ordine è tornare a fare squadra. Come dice il sindaco Pisapia, entrando tra gli applausi al teatro Elfo Puccini, quartier generale delle primarie. «Come gli altri candidati sosterrò Sala. È stato un risultato positivo, sono contento di come è andata a Balzani e complimenti a Sala per il suo successo. Con un elettorato che dà un forte segnale a sinistra non può che esserci continuità». E se, nonostante tutto, anche la vicesindaco si dice soddisfatta del suo traguardo, il pensiero non può non andare al mancato ticket. Majorino, però, rivendica: «C’erano in campo tre diverse opzioni politiche, non mi sento sul banco degli imputati. Adesso il centrosinistra deve restare unito e vincere la battaglia più importante, gli scenari liguri sono impensabili».
È stata una lunga corsa. Perché in fondo, i giochi si sono (ri)aperti a marzo dello scorso anno. È allora che Pisapia ha annunciato ufficialmente la volontà di non presentarsi per un secondo mandato. Ed è allora che sono iniziati i tormenti del centrosinistra arancione orfano dell’avvocato. Dopo mesi di dubbi e tensioni, è stata imboccata la strada delle primarie e Milano, rispetto ad altre città che hanno consumato una divisione più netta, si è presentata ancora con una coalizione composta da Pd, Sel e movimenti civici. E adesso sarà proprio questo uno dei fronti aperti: quale sarà la squadra che arriverà alle amministrative? La sinistra che ha sempre considerato Sala come il candidato del Partito della Nazione rimarrà a bordo? Per ora Sel prende tempo: «Adesso una riflessione sulla nuova fase politica».
Dovevano essere le primarie più belle d’Italia — il copyright è di Pisapia — quelle di Milano. Ma i veleni non sono mancati, con il dibattito che si è caricato sempre più di toni politici. A cominciare proprio dal perimetro della coalizione che garantirebbe Sala, dal Partito della Nazione, dal bilancio di Expo. Fino all’ultima polemica sulla partecipazione — per la prima volta — dei residenti cinesi che si è trasformata in uno scontro politico. Nel primo giorno di voto, su 7.750 votanti nei (soli) 9 seggi aperti gli stranieri sono stati il 4 per cento. Percentuali, dicono gli organizzatori, simili anche alla fine della consultazione.
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