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Sala ha Linus e Bonino in squadra

Ci saranno il direttore di radio Dj (gruppo L’Espresso) Linus e l’ex ministro degli Esteri, Emma Bonino. Il terzo nome di grido è l’ex pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo. Non mancherà il capo del centrosinistra in Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli. Il candidato sindaco del Pd al ballottaggio di Milano, Beppe Sala, dà ragione a chi ha sostenuto che il governo Renzi resta in piedi soltanto se la maggioranza non perde Milano.

Di qui la scelta di giocare tutte le carte possibili. I nomi grossi, i pezzi da novanta, vista la posta in gioco. Una circostanza, che nel caso della vittoria del ticket politico Stefano Parisi-Gabriele Albertini, agraverebbe ancora di più la situazione per il governo Renzi perché sotto la Madunina le ha provate davvero tutte. Bonino si occuperebbe di relazioni internazionali. Linus otterrebbe una delega sulle materie per la quali è un’autorità riconosciuta: sport e giovani. Colombo sarebbe una garanzia contro la possibile corruzione futura. Ambrosoli dovrebbe occuparsi di tutto ciò che riguarda i rapporti con la Regione. Insieme potrebbero rappresentare una polizza assicurativa per Matteo Renzi, che visto come stanno andando le cose a Roma, Napoli e finanche a Torino, si gioca il tutto per tutto. Nessun legame provato con il rush finale della campagna meneghina, ma è comunque una coincidenza interessante, il fatto che il neo ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (di certo sapendo di non fare nulla di sgradito a Renzi) attacchi la Consob sul caso delle quatto banche messe in procedura di risoluzione lo scorso novembre. Un attacco ad alzo zero che ha fatto impallidire preventivamente la pronta replica del presidente Giuseppe Vegas (che va ricordato ha un percorso politico berlusconiano nel suo curriculum): «Ho gia dimostrato l’infondatezza delle accuse rivoltemi, abbiamo sempre perseguito fini istituzionali». «Non credo che stia al governo commentare l’attività di istituzioni indipendenti però degli errori gravi sono stati fatti», ha detto Calenda a Radio 24, commentando l’operato del presidente della Consob rispetto all’esclusione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi, denunciata dalla trasmissione Report di Milena Gabanelli, che ne ha chiesto le dimissioni. E a Giovanni Minoli che chiedeva se Gabanelli avesse ragione, Calenda ha risposto: «Si, ha ragione» (sulla vicenda vedi altro articolo a pag. 27 di ItaliaOggi).

Bonino dice perché la partita si gioca a Milano

Il passaggio è importante3 e dunque Emma Bonino ha scelto di affidare a Radio radicale le sue riflessioni sulla proposta offertale da Sala. «In questo momento è in corso in Europa uno scontro vero tra europeisti e nazionalisti, e mi pare che questo scontro sia avvertibile anche in Italia, dove a livello nazionale c’è da battere un’alleanza di fondo, sostanziale, tra l’euroscetticismo di Matteo Salvini e quello di Beppe Grillo. Per questo credo sia importante che le piu’ grandi citta’ italiane diano un messaggio di apertura, in chiave federalista-europea, laica, capace di governare con l’inclusione anche fenomeni difficili come ad esempio quelli migratori». da Bonino si è anche appreso che la eventuale collaborazione con la giunta di centrosinistra sarà «senza oneri operativi», dunque ciò che conta è il fatto che mette la faccia per far vincere il candidato di Renzi. «Credo che interessi a tutti gli europeisti non dare un messaggio di grandi città italiane chiuse in se stesse», è la conclusione, «o comunque con questo tipo di sentimento».

Berlusconi oggi sotto ai ferri, l’universo berlusconiano si ferma

Oggi l’operazione al cuore per il leader di Forza Italia e tutto l’universo berlusconiano si ferma trattenendo il fiato. Forza Italia ufficialmente si astiene o vota scheda bianca (come avrebbe fatto Silvio Berlusconi) dove non c’è al ballottaggio un candidato sindaco di centrodestra come a Milano e Napoli. Solo il capogruppo Renato Brunetta vede «con tranquillo favore» la vittoria del Movimento 5 Stelle a Torino e a Roma. Tra coloro che hanno fatto visita a Berlusconi ieri, l’avvocato Niccolò Ghedini ha voluto smentire proprio le voci di caos nel movimento: «Forza Italia va benissimo». «In questo momento sento grandissima coesione», ha confermato lo stesso Brunetta sottolineando tuttavia che «non esiste alcun Direttorio: ognuno svolgerà le funzioni che svolgeva prima». Intanto, è stata prorogata ad almeno il 30 giugno la scadenza delle trattative in esclusiva con investitori cinesi per la vendita della quota di maggioranza del Milan.

Strage di Orlando, si indaga sui possibili complici

Gli Usa piangono le 49 vittime di Omar Mateen. L’Isis rivendica ancora «era un nostro soldato». Barack Obama riafferma la sua posizione contro le armi. Hillary Clinton chiede di non demonizzare le religioni. Donald Trump promette di riscrivere la legge sull’immigrazione. Gli inquirenti Usa stanno ancora indagando sulla vera matrice della strage al club gay Pulse di Orlando. La strage è stata rivendicata dall’Isis, dopo che lo stesso attentatore, poi ucciso dalla polizia, in una chiamata al numero di emergenza 911 ha dichiarato fedeltà al gruppo dello Stato islamico. Per l’agenzia di stampa del Califfato ha annunciato che Omar Mateen, il killer responsabile della strage, «era un combattente dell’Isis. Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso», si legge su Site, l’organizzazione Usa che monitora i siti jihadisti, nella traduzione del testo della rivendicazione. «Pochi mesi dopo esserci sposati ho conosciuto la sua instabilità, e ho visto che era bipolare, si arrabbiava per nulla», ha dichiarato l’ex moglie Sitora Yusufiy sottolineando che l’ex marito, cittadino americano di origine afgana, era un praticante musulmano ma «non aveva mai mostrato segni di radicalizzazione». Manifestazioni di sostegno alle vittime sono state compiute in tutto il paese: una veglia segnata da momenti di grande commozione ha avuto luogo a Orlando. Il presidente Obama ha definito l’attacco un atto di «terrore» e di «odio». L’inquilino della Casa Bianca ha evitato di parlare di attentato di matrice islamica e questo ha provocato le feroci critiche del candidato repubblicano alle presidenziali Trump, che ha chiesto le dimissioni immediate del presidente. «Apprezzo le congratulazioni per essere nel giusto sul terrorismo dell’Islam radicale, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli», ha dichiarato. «Quello che è accaduto ad Orlando è solo l’inizio. La nostra leadership è debole e inefficace. Ho auspicato e chiesto il bando. Deve essere duro», ha concluso il tycoon. Clinton, candidata democratica, ha preferito condannare l’atto di terrore e esprimere la sua vicinanza alla comunità Lgbt. «Dobbiamo tenere le armi, come quelle usate la scorsa notte, lontano dalle mani di terroristi e altri violenti criminali. Questa è la sparatoria di massa peggiore degli Stati Uniti e ci ricorda ancora una volta che non c’è posto per le armi da guerra sulle nostre strade», ha dichiarato l’ex segretario di Stato.

Brexit fa paura

L’incertezza sul futuro della Gran Bretagna nell’Unione europea affossa i mercati, e non solo quelli del vecchio continente. Milano maglia nera dei mercati in Europa ieri. ma la posta in gioco non è soltanto economica. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha affermato che l’uscita dalla Ue della Gran Bretagna potrebbe portare «al crollo della civiltà occidentale». Il referendum del 23 giugno spaventa molti. La Brexit «è una delle ipotesi, uno dei possibili esiti, ma non è quello auspicato, naturalmente», richiama tutti alla calma il presidente Sergio Mattarella, «io confido che la Gran Bretagna resti in Unione Europea». «Spero nella saggezza degli elettori britannici», ha aggiunto, «credo che ciò sia non solo nell’interesse della Gran Bretagna e dell’Europa, ma nell’interesse della storia e del suo progresso».

Franco Adriano e Emilio Gioventù

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