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«Saipem risolverà le criticità»

Il giorno dopo il tonfo in Borsa, causato dal pesante profit warning di venerdì scorso, il secondo in cinque mesi, Saipem manca il rimbalzo a Piazza Affari sebbene l’esordio nelle contrattazioni – dove a metà mattinata aveva addirittura toccato il +2,39%, a 14,58 euro – avesse lasciato presagire un esito diverso. A fine seduta, però, il segno davanti è negativo: la società controllata al 42,9% dall’Eni ha infatti lasciato sul terreno il 2,46%, a 13,89 euro, in una giornata di scambi ancora consistenti (8,8 milioni di pezzi passati di mano) ma molto al di sotto dell’exploit del giorno prima (il 6% del capitale). Debole anche l’Eni che chiude a -1,33%, a 16,26 euro. «Quest’ultima – osserva un trader – ha perso di più rispetto alla valorizzazione della sua quota in Saipem».
Sulla performance negativa hanno sicuramente pesato i rilievi mossi da altre banche d’affari dopo la raffica di downgrading di lunedì: Barclays ha tagliato il target price da 22 a 20 euro, confermando il giudizio “equal weight”, ma ha anche sottolineato «che i nuovi problemi appena scoperti potrebbero mettere in dubbio il portafoglio ordini residuo». Stessa scelta anche da parte di Ubs, che ha portato il prezzo obiettivo da 21 a 16,5 euro con conferma del giudizio “neutral”. Mentre Credit Suisse ieri ha rivolto le sue attenzioni alla controllante, rivedendo il target price di Eni da 21,50 a 21 euro ma mantenendo il rating “outperform” sul titolo.
Il mercato e gli analisti restano dunque alla finestra in attesa di capire se ci saranno altri sviluppi dopo la revisione di venerdì che ha visto Saipem tagliare di 650-750 milioni di euro l’Ebit 2013 per il deteriorarsi dei rapporti con Sonatrach in Algeria – dove la società è sotto inchiesta – e per alcune criticità su due contratti in Messico e Canada e sulla consegna di alcuni mezzi.
Tutti nodi sui quali ieri l’ad di Saipem, Umberto Vergine, è tornato per provare a rasserenare il clima. «Sono molto cosciente – ha spiegato – di quanto la situazione attuale di Saipem leda la posizione e gli interessi dei nostri azionisti. I problemi che hanno determinato questo secondo profit warning sono emersi molto recentemente e li ho comunicati al mercato praticamente in real time». Un modo per rispondere alle perplessità di molti dei report diffusi nelle ultime ore laddove si osserva che nessun segnale delle criticità comunicate venerdì era saltato fuori nell’ultima assemblea degli azionisti a fine aprile. «I problemi in Algeria e quelli relativi ai mezzi navali sono fatti del mese di maggio – dice Vergine -. Le difficoltà su due contratti, uno in Messico e l’altro in Canada, è stato possibile quantificarle solo recentemente, anche dopo incontri e discussioni con i clienti per individuare e concordare come meglio procedere». Lì, aveva spiegato la società nella nota di venerdì, «le dimensioni e l’impatto negativo delle carenze» sono emerse solo dopo la nomina del nuovo regional manager nell’ambito della revisione operativa della business unit Engineering and construction – rimasta monca dopo la sospensione di Pietro Varone travolto dall’inchiesta milanese sull’Algeria – varata a fine aprile. Una radicale riorganizzazione voluta da Vergine e che, rileva l’ad, «sta già dando i suoi frutti: da un lato, l’esperienza e la competenza dei nuovi manager incidono sulla qualità dell’esecuzione dei progetti e, dall’altro, la nuova strategia commerciale ci assicura nuovi contratti che daranno ottimi risultati nel 2014 e negli anni successivi».
Quanto al 2013, il numero uno, che si dice «totalmente fiducioso sul futuro della società», non nasconde che «sarà un anno difficile nei risultati (l’impatto del profit warning sul risultato netto è di 300-350 milioni, ndr)», ma «pur con tutte le criticità dichiarate, continuiamo a investire 1 miliardo di euro e ad assumere, solo in Italia, circa 650 unità di cui il 30% di giovani. Le persone, la flotta e il portafoglio clienti sono asset su cui stiamo costruendo la nostra ripresa». Che il gruppo è certo di intercettare già dal 2014. «Il mio massimo impegno – chiosa – è nella risoluzione di importanti criticità preesistenti che si sono dimostrate maggiori di quanto fossero rispetto a quando diventai ad sette mesi fa. Saipem sta gestendo la sua attività con molto più rigore e attenzione per evitare il ripetersi di situazioni simili».

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