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Saipem, l’aumento a sconto manda ko il titolo in Borsa

La pubblicazione dei termini per l’aumento di capitale da 2 miliardi di euro ha mandato Ko i titoli Saipem a Piazza Affari. Ieri mattina, prima dell’inizio delle contrattazioni di Borsa, il gruppo ha comunicato i dettagli dell’operazione che «permetterà di raggiungere un livello di patrimonializzazione ritenuto congruo ai fini del superamento della situazione di tensione economica, patrimoniale e finanziaria manifestatasi a partire dal gennaio 2022, nonché di una compiuta realizzazione degli obiettivi fissati dal Piano Strategico 2022-2025».

A gennaio di quest’anno, Saipem ha avviato una revisione del backlog e ritirato la guidance per il 2021, stimando la chiusura del bilancio civilistico con perdite superiori al terzo del capitale sociale, cosa poi verificatasi: il 2021 si è infatti chiuso con una perdita di 2.382 milioni di euro. Su questo risultato ha pesato per 1.020 milioni di euro proprio la revisione del portafoglio progetti. Da qui la necessità di un rafforzamento patrimoniale, in vista del quale è stato anche realizzato un raggruppamento azionario in un rapporto di 1 nuova azione ordinaria a 10 azioni esistenti. 

Nel dettaglio, l’aumento di capitale avrà luogo mediante l’emissione di 1.974.327.430 azioni ordinarie Saipem, «prive di valore nominale espresso, aventi godimento regolare e le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie già in circolazione, da offrire in opzione agli azionisti ordinari e di risparmio nel rapporto di 95 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria o di risparmio posseduta, al prezzo di sottoscrizione di 1,013 euro per ciascuna nuova azione, suddivisi per 0,021 euro come capitale sociale e 0,992 euro sovrapprezzo». Il prezzo di emissione delle nuove azioni incorpora uno sconto di circa il 30% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Theoretical Ex Right Price o Terp) delle azioni ordinarie Saipem sulla base del prezzo di riferimento del 21 giugno 2022. L’operazione, secondo Borsa Italiana, per le sue caratteristiche è qualificata come «fortemente diluitiva». Come specificato da Saipem, i diritti di opzione sono esercitabili dal 27 giugno 2022 alle ore 13.00 dell’11 luglio 2022 e sono negoziabili dal 27 giugno 2022 al 5 luglio 2022. I diritti di opzione non esercitati entro i termini saranno offerti in Borsa il 12 luglio e il 13 luglio 2022.

Come già reso noto al mercato, gli azionisti Eni e Cdp Industria si sono impegnati a sottoscrivere tutte le nuove azioni loro spettanti in proporzione alle partecipazioni rispettivamente detenute in Saipem, complessivamente pari a circa il 44% dell’aumento di capitale. La società ha anche siglato un accordo con un pool di banche che garantiscono l’operazione. In particolare, Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e UniCredit (in qualità di joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros – Gruppo Banco Bpm, Banco Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs International, Société Générale e Stifel (in qualità di joint bookrunners) si sono impegnati a sottoscrivere, secondo i termini e le condizioni previsti dal contratto di garanzia, le nuove azioni non sottoscritte al termine dell’asta dell’inoptato fino a un importo massimo complessivo pari a circa 1.119,5 milioni di euro, equivalenti alla differenza tra il valore complessivo dell’aumento di capitale e il valore delle nuove azioni oggetto dell’impegno di sottoscrizione di Eni e Cdp Industria. 

In Borsa, le azioni Saipem hanno chiuso in fondo al Ftse Mib a un prezzo unitario di 32,97 euro, pari al minimo di seduta, registrando una flessione del 21,56 per cento. Dopo non essere riusciti a fare prezzo in avvio, quando i titoli hanno aperto le contrattazioni sono andati subito in deciso ribasso già a doppia cifra, subendo più di uno stop in volatilità e risentendo anche della debolezza del comparto petrolifero europeo, complice la flessione del prezzo del greggio.

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