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Saipem, la Consob contesta il bilancio 2012

MILANO — Il bilancio della Saipem non passa l’esame della Consob. Secondo l’autorità di vigilanza mancano 630 milioni di rettifiche sui contratti e per questo gli uffici di Giuseppe Vegas hanno avviato una contestazione formale nei confronti della società che è ormai da diversi messi sotto la lente dello sceriffo di Piazza Affari. Precisamente da quando un improvviso profit warning a fine gennaio fece perdere alle azioni Saipem il 34% in una sola seduta. Seduta preceduta da una vendita in blocco del 2,3% del capitale della società. La Consob ha contestato anche il profit warning decidendo di sanzionare l’azienda per aver diffuso l’allarme in ritardo. Analogo procedimento è stato avviato anche in relazione alle modalità di tenuta del registro delle persone che hanno accesso alle informazioni privilegiate e alla mancata segnalazione da parte dei sindaci di alcune irregolarità emerse durante la loro attività di vigilanza.
E’ tutto contenuto nell’allegato alla relazione semestrale diffuso ieri da Saipem, che per tutta risposta ha difeso la propria rappresentazione contabile annunciando che invierà alla Consob delle controdeduzioni.
Nelle due pagine allegate ai conti si dà in sostanza notizia dell’evoluzione del confronto iniziato a gennaio dopo il profit warning. E l’evidenza più pesante riguarda alcune poste del bilancio 2012 sulle commesse, la cui revisione era stata all’origine dell’allarme lanciato ai mercato dall’amministratore delegato, Umberto Vergine, che si era insediato a dicembre alla guida del gruppo. Secondo la Consob mancherebbero all’appello 630 milioni di euro di minori margini. Formalmente si parla di «profili di non conformità di tali bilanci ai principi contabili internazionali e in particolare allo Ias 11 “Commesse a lungo termine”». In particolare sotto le lente della commissione sono finiti otto contratti, sette dei quali erano ancora in corso di esecuzione alla fine del 2012. Per cinque di questi Consob ritiene che la rettifica da 500 milioni di euro, in termini di minori margini, annunciata con il profit warning, andava contabilizzata nel bilancio dello scorso anno e non in quello del primo semestre 2013. Lo stesso per altri tre contratti in cui a detta de della commissione esisterebbero margini negativi per circa 130 milioni di euro che andavano inseriti nei conti del 2012.
Non si tratta di rilievi marginali. L’avvio del procedimento potrebbe portare a contestare a Saipem l’abuso di mercato e la manipolazione informativa, anche se l’annuncio di controdeduzioni da parte del gruppo energetico sembrerebbe piuttosto aprire la strada a un confronto con la Consob sulle singole voci oggetto di contestazione.

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