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Sacconi: «Sull’apprendistato il testo non va snaturato»

di Giorgio Pogliotti

ROMA – Sulla riforma dell'apprendistato il governo intende «cercare un'intesa unanime» con le parti sociali, ma «senza snaturare il contenuto» della bozza del decreto legislativo licenziato da Palazzo Chigi. Nell'annunciare il confronto a breve con sindacati, imprese e Regioni, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ribadito la «ferma intenzione di conservare invariato il carattere del testo» approvato in via preliminare lo scorso 19 maggio.

La Cgil per voce del segretario generale, Susanna Camusso, ha confermato le critiche all'impianto del testo: «Ha ragione Sacconi – ha detto ironicamente – bisogna trovare una condivisione senza stravolgere l'impegno che lui ha preso durante il primo incontro con le parti sociali e che poi non ha rispettato durante la stesura della delega». Immediata la replica del ministro: «Non é obbligatorio andare d'accordo, se si va d'accordo é meglio, altrimenti… è successo tante altre volte». Sacconi è convinto che «solo recuperando la valenza educativa e formativa del lavoro ben rappresentata nel contratto di apprendistato» si riuscirà a «superare i pregiudizi, soprattutto verso il lavoro manuale e l'istruzione tecnica e professionale, che allontanano i giovani dalle prospettive occupazionali».

Al ministro Sacconi la Cgil ha inviato una lettera con alcune proposte di modifica del testo: «Nel decreto – spiega Fulvio Fammoni – non si riduce la durata massima dell'apprendistato professionalizzante che resta di 6 anni e manca una durata minima. Non c'è alcun vincolo di stabilizzazione degli apprendisti, ed è stata ridotta la formazione su tematiche trasversali a 40 ore per il primo anno, a 24 ore per il secondo anno, per poi scompare del tutto». Ciò per Fammoni è «contraddittorio con un contratto finalizzato all'inserimento professionale dei giovani nel mondo del lavoro».

Proposte di modifica sono state avanzate anche dalla Cisl: «Serve equilibrio tra Stato e Regioni che dovranno riconoscersi e armonizzare le proprie leggi alla riforma – afferma Giorgio Santini –. La durata massima potrebbe essere ridotta a 4, incentivando la stabilizzazione a tempo indeterminato con un bonus per confermare lo sconto contributivo alle imprese che assumono, che continueranno a pagare il 10% invece del 33%». Santini auspica una «convocazione in tempi rapidi», sicuro che «non vi siano ostacoli insormontabili per l'intesa sulla riforma che renderà l'apprendistato uno strumento agile e fruibile».

Anche tra le Regioni è partito il confronto sull'apprendistato: ieri si è svolta una riunione tecnica tra gli assessori, in vista dell'incontro con il Governo.

 

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