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Sacconi: «Le Casse devono unirsi»

di Francesca Milano

La prossima sfida per il welfare dei professionisti è la fusione delle varie Casse previdenziali in un unico istituto capace di «assorbire i cambiamenti demografici all'interno delle stesse professioni». L'annuncio è del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, intervenuto in video ieri a Bologna, durante il Forum "Professioni e Informatica tra presente e futuro", promosso dal comitato regionale Consigli notarili dell'Emilia Romagna.

La proposta, ha spiegato il ministro Sacconi, permetterebbe alla Cassa unica di «avere garanzie di stabilità anche nel lungo periodo». L'idea non è nuova: già alcuni giorni nel corso del question time al Senato, il ministro aveva auspicato possibili accorpamenti tra alcune Casse previdenziali (si veda «Il Sole 24 Ore» del 1° luglio 2011).

Con la manovra in attesa della firma del capo dello Stato e di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», il Governo ha sottoposto le Casse di previdenza al controllo della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) che avrà il compito di monitorare gli investimenti delle Casse professionali e i limiti da non superare sotto il profilo dei conflitti d'interesse che si possono verificare con le banche e gli intermediari finanziari.

La seconda sfida per la previdenza dei professionisti riguarda «la possibilità che le Casse – magari come "sistema", ossia tutte insieme – si dotino liberamente di ulteriori servizi di protezione agli associati». Il riferimento del ministro è alla sanità, al caso della non autosufficienza, studio, all'acquisto dell'ufficio. E, ancora una volta, la sollecitazione è all'unione. «Penso che – ha aggiunto Sacconi – sarebbe senz'altro meglio se le Casse realizzassero queste forme di welfare integrativo tutte insieme e su base volontaria, proprio per avere la massa critica che le renda sostenibili».

Sul fronte dell'accesso alle professioni il ministro lancia un'altra proposta: «Dobbiamo fare in modo che il praticantato si realizzi nel modo migliore, ovvero nel corso di studi e non dopo di esso. Questo non soltanto per fare risparmiare tempo ai giovani, ma anche per fare in modo che l'apprendimento si integri sempre con l'esperienza. Superando quella rigida separazione tra apprendimento e lavoro, tra scuola, università e lavoro, che per decenni è prevalsa nel nostro Paese». E sempre pensando ai laureati che scelgono la strada della professione, Sacconi ha ricordato che «nell'ambito della manovra abbiamo deciso di riservare agli under 35 che scelgono l'autoimpiego una tassazione agevolata nei primi anni di attività».

Il progresso tecnologico e il mutamento del tessuto socio-economico sono gli elementi con i quali le professioni devono fare i conti per sopravvivere. «Bisogna riorganizzarsi – ha sottolineato Sacconi – e in un contesto concorrenziale ci potranno essere professionisti costretti a uscire dal mercato».

 

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