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Saccomanni accelera su Iva e Imu rimborsi alle imprese più rapidi

Un timing serrato, per stringere i bulloni all’agenda di politica economica del governo e «mantenere gli impegni», a partire da Iva e Imu. Il cronoprogramma che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha annunciato ieri ad un convegno di Confindustria allarga l’orizzonte al secondo semestre dell’anno: prevede la presentazione della delega fiscale (abuso di diritto, riforma del catasto, semplificazioni) in Parlamento entro luglio, assicura l’intervento su Imu e Iva «prima delle vacanze », annuncia la «mappatura» sul pagamento dei debiti alle imprese in settembre con la possibilità di accelerare «di qualche mese» la seconda tranche dei rimborsi (gli ulteriori 20 miliardi previsti nel primo semestre del 2014).
La sortita di Saccomanni è stata apprezzata dal presidente della commissione Finanze della Camera, in pressing insieme a Brunetta, sulla proposta di saldare tutti i 40 miliardi di debiti alle imprese nel secondo semestre dell’anno in corso, in modo di avere una spinta al Pil e un maggior gettito da utilizzare per la sterilizzazione di Iva e Imu. Saccomanni è stato tuttavia assai prudente: «Siamo il paese dei falsi invalidi, il paese dei falsi ciechi, potrebbe esserci anche qualche falso creditore: stiamo cercando di verificare che tutti coloro che sostengono di avere crediti nei confronti della pubblica amministrazione ce li abbiano davvero».
Anche sul nodo Iva-Imu, dopo le polemiche dei giorni scorsi, gli attacchi del centrodestra al ministro del Tesoro e l’incertezza sui «rinvii», sembra esserci una schiarita. Ieri il ministro Zanonato (Sviluppo economico) ha confermato che l’obiettivo del governo è l’«eliminazione definitiva» dell’aumento dell’Iva. Oggi Saccomanni riferirà in Parlamento sulle linee programmatiche del governo, ma intanto il lavoro intorno ai due provvedimenti si intensifica con l’obiettivo di non lasciare incertezze alla ripresa dopo la pausa estiva. Resta aperto l’interrogativo delle coperture, ieri Saccomanni, dopo un accenno del premier Letta nei giorni scorsi, ha ribadito che la strada per mantenere gli impegni fiscali del governo è quella dei «tagli alla spesa», un menù nel quale cominciano a figurare agevolazioni fiscali, sussidi alle imprese e il dossier sanità. Anche se il ministro del Tesoro, si è espresso in termini positivi sull’andamento dei conti pubblici italiani: «Il surplus realizzato a giugno è tra i più alti del decennio », ha detto.
La cornice all’interno della quale ci si muove sembrerebbe meno fosca del passato: «Il primo trimestre era molto brutto, il secondo è un trimestre di passaggio, di stabilizzazione, quindi, da economista penso che possa essere prodromico ad un consolidamento della ripresa, anche alla luce delle misure che sono state prese», ha detto il ministro dell’Economia che ha parlato esplicitamente di «segnalidi miglioramento». Decisamente più pessimista Zanonato: «Siamo ad un punto di non ritorno», ha detto. Cauto sulle prospettive dell’economia anche il presidente della Confindustria Squinzi: «La luce non la vedo ancora», ha osservato.
Determinante resta il quadro internazionale, con la possibile risalita dei tassi, le speranze aperte dalle trattative sull’intesa di libero scambio Usa-Ue del «Ttip», le elezioni tedesche e l’allentamentodelle politiche di austerità. La Merkel sembra determinata nella lotta alla disoccupazione giovanile («Non voglio generazioni perdute ») aprendo anche alla flessibilità per i più anziani: «Non è intelligente limitarla solo ai giovani», ha detto ieri in una serie di interviste dando il suo via libera all’unione bancaria: «Con una vigilanza bancaria europea e stress test più ambiziosi possiamo riconquistare la fiducia perduta».
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