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Sabatini-ter ai supplementari

Contributo potenziato per investimenti di carattere innovativo oltre alla proroga dell’operatività fino al 31 dicembre 2018. È quanto prevede il legislatore della legge di bilancio 2017 per le pmi che intendono sfruttare i vantaggi offerti dalla Sabatini-ter. La normativa che agevola gli investimenti in beni strumentali aziendali prevede la concessione di un contributo maggiorato del 30% rispetto alla misura massima stabilita dalla normativa in caso di investimenti a elevato contenuto innovativo. La norma contenuta nella legge di bilancio 2017, approvata in via definitiva il 7 dicembre scorso, è finalizzata, in primo luogo, ad assicurare continuità operativa alla Sabatini-ter, ovvero la misura di cui all’art. 2 del dl n. 69/2013, che costituisce uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, la cui rilevanza per il sistema delle piccole e medie imprese è confermata dal notevole interesse mostrato sia da parte dei potenziali beneficiari che da parte degli operatori bancari.

Proroga fino al 2018. Rispetto alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2017, la precedente riedizione della Sabatini risale alla legge 24 marzo 2015, n. 33 che ha introdotto modalità operative in base alle quali, ai fini della concessione dei contributi, le banche e gli intermediari finanziari possono concedere finanziamenti anche a valere su provvista diversa dal plafond costituito presso la Cassa depositi e prestiti spa. L’ampliamento dell’operatività della misura ha fatto registrare un notevole incremento delle richieste di prenotazione di contributo, sia in termini di numero che di importo prenotato. In considerazione del successo dello strumento a disposizione delle pmi, il legislatore della legge di bilancio 2017 è intervenuto prevedendo una proroga di due anni al limite imposto dalla norma istitutiva della misura agevolativa che stabilisce, come termine ultimo per la concessione dei finanziamenti da parte delle banche/società di leasing, il 31 dicembre 2016 (data che, in assenza di un apposito intervento legislativo, determinerebbe la fine dell’operatività dello strumento).

Sabatini-ter. Lo strumento agevolativo della c.d. «nuova Sabatini» è finalizzato a migliorare l’accesso al credito per investimenti produttivi. La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori, inclusi agricoltura e pesca, e prevede l’accesso ai finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti anche in leasing, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software e in tecnologie digitali. La normativa prevede che i finanziamenti in questione siano concessi da parte di banche e società di leasing, a valere su un plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti incrementato fino al limite massimo di 5 miliardi di euro.

I finanziamenti possono essere assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese fino al massimo previsto dalla normativa vigente (80% del finanziamento).

Con il dl n. 3/2015 (legge n. 33/2015), è stata prevista la possibilità di riconoscere i contributi statali alle pmi anche a fronte di un finanziamento non necessariamente erogato a valere sul plafond di provvista Cdp. Dunque, le risorse messe a disposizione dall’istituto possono essere utilizzate dalle banche e dagli intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra Mise e Abi, per concedere alle pmi finanziamenti di importo non superiore a 2 milioni di euro a fronte degli investimenti agevolabili. I finanziamenti possono coprire fino al 100% dei costi ammissibili ed hanno una durata massima di 5 anni dalla stipula del contratto. Con decreto interministeriale 25 gennaio 2016 è stata conseguentemente ridefinita la disciplina per la concessione ed erogazione del contributo statale, già contenuta nel dm 27 novembre 2013. Come rilevano i dati attuativi della misura pubblicati dal Mise, la nuova Sabatini rappresenta uno dei principali strumenti di sostegno ai nuovi investimenti della micro piccola e media impresa.

Contributo maggiorato. Al fine di favorire la realizzazione di investimenti aventi carattere spiccatamente innovativo, con particolare riferimento a quelli ascrivibili al c.d. «manufacturing 4.0», il legislatore punta a favorire l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (Rfid) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Con riferimento a tali tipologie di investimento il contributo è concesso, secondo le modalità di cui alle disposizioni attuative adottate dal ministero, con una maggiorazione pari al 30% della misura massima stabilita, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa comunitaria applicabile in materia di aiuti di stato. Per considerare un ordine di grandezza, il contributo ministeriale «ordinario» è pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75%, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al finanziamento stesso.

La scelta di prevedere un canale privilegiato per le pmi che intendono investire nell’innovazione, nell’ambito di una misura che di per sé ha riscosso molto successo, è legata al più ampio impegno che si pone il ministero di dotarsi di un disegno di sviluppo di lungo periodo e di una strategia coerente di politica industriale, che incorpori l’approccio Industria 4.0 e che sia in grado, non solo di sostenere la vocazione manifatturiera del Paese, ma anche di governare le tendenze di cambiamento in atto.

Manifattura digitale. Per le imprese quella che viene definita la rivoluzione digitale rappresenta una evidente opportunità di riposizionamento. Su tali basi si fonda la scelta del legislatore di prevedere una maggiorazione rispetto al tasso attualmente applicato per la definizione del contributo concedibile che, al fine di rientrare nella percentuale di equivalente sovvenzione lordo massima prevista per le imprese di media dimensione (ai sensi dei regolamenti comunitari di esenzione nell’ambito dei quali si muove lo strumento), è stata individuata nella misura del 30%. Inoltre, allo scopo di sostenere gli investimenti in innovazione, è stata fissata una riserva, nella misura del 20% sull’ammontare del contributo stanziato, che dovrà essere utilizzata entro il 30 giugno 2018.

Rifinanziamento. Per assicurare continuità operativa dello strumento agevolativo fino al 31 dicembre 2018, la legge di bilancio 2017 prevede uno stanziamento di complessivi 560 milioni di euro, così articolato:

– 28 milioni di euro per l’anno 2017;

– 84 milioni di euro per l’anno 2018;

– 112 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021;

– 84 milioni di euro per l’anno 2022;

– 28 milioni di euro per l’anno 2023.

Le risorse stanziate dal dl n. 69/2013 sono state successivamente incrementate dalla legge di Stabilità 2015, che per gli anni dal 2015 al 2021 aveva già disposto un incremento dello stanziamento per complessivi 217,1 milioni di euro.

Si ricorda che al fine di snellire le procedure connesse alla concessione ed erogazione del contributo, con dl n. 91/2014 è stata costituita nell’ambito del Fondo crescita sostenibile, un’apposita contabilità speciale denominata «Contributi per investimenti in beni strumentali» nella quale affluiscono le risorse che anno per anno sono impegnate sul relativo capitolo di spesa per poi essere erogate alle imprese beneficiare.

Cassa depositi e prestiti. Il disegno di legge di bilancio 2017 prevede inoltre la possibilità per Cdp di incrementare l’attuale plafond di provvista (stabilito nel limite di 5 miliardi di euro), in funzione delle richieste di finanziamento che utilizzino tale fonte di copertura. L’incremento, in ogni caso, non potrà superare l’importo complessivo di ulteriori 7 miliardi di euro.

Bruno Pagamici

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