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Sabatini bis, prestiti a 1,3 miliardi

Dalla “Sabatini bis”, apprezzata dalle imprese, alle promesse inserite dal governo nel Programma nazionale di riforma (Pnr). Passando per un bel po’ di misure ancora ferme per problemi tecnici o prossime a decollare. Il cantiere delle agevolazioni alle imprese si presta a giudizi altalenanti, con pochi numeri già abbastanza consolidati per un giudizio.
È il caso delle agevolazioni per l’acquisto o il leasing di macchinari industriali, hardware e software, la cosiddetta “Sabatini bis”, che secondo gli ultimi dati (aggiornamento a marzo) ha liberato finanziamenti bancari per oltre 1,3 miliardi, supportati da contributi statali per l’abbattimento degli interessi pari a 93 milioni già decretati.
Sono risorse che sprigionano investimenti vitali per l’industria manifatturiera, con un tasso di crescita mensile tutto sommato interessante, nell’ordine di un centinaio di milioni di nuovi finanziamenti. Le operazioni finanziate sono 4.500 per un investimento medio che si aggira attorno ai 280mila euro, con prevalenze di medie aziende (finanziate per 673 milioni) rispetto alle piccole (509 milioni) e micro (143 milioni). Colpisce, certo, il carattere selettivo che la misura ha ormai acquisito, andando per forza di cose a privilegiare il cuore industriale del Paese. Poco meno di 1 miliardo dei finanziamenti deliberati dalle banche viene assorbito da solo quattro regioni: Lombardia, quasi a 400 milioni, Veneto ed Emilia Romagna (circa 200 milioni a testa), Piemonte (150 milioni). Un’agevolazione che interessa in misura molto marginale il Mezzogiorno per il quale – va sottolineato – continuano a mancare policy specifiche da parte del governo Renzi.
Nel Pnr, intanto,si fa riferimento alla possibilità di prorogare di sei mesi – arrivando al 31 dicembre 2015 – la finestra utile per gli investimenti che beneficiano di una misura “gemella” alla Sabatini bis, ovvero il credito d’imposta del 15% sugli incrementi di spesa in beni strumentali. Un’intenzione da verificare alla prova delle coperture, così come il rifinanziamento e l’ampliamento delle agevolazioni fiscali riservate ai contratti di rete tra imprese (altra linea di azione preannunciata dal Pnr).
Proprio le coperture, del resto, sarebbero all’origine del ritardo di alcuni provvedimenti attuativi molto attesi dall’industria, come il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e il “patent box”, ossia la defiscalizzazione per i redditi derivanti dalla proprietà intellettuale. Entrambe le misure, inserite nell’ultima legge di stabilità, sono da tempo oggetto di un rimpallo di testi tra i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia.
Rischia di slittare anche l’operazione microcredito. Sul sito dello Sviluppo economico è disponibile il decreto con le regole per la prenotazione telematica della garanzia (a disposizione 40 milioni) che potrà coprire prestiti agli imprenditori fino a 25mila euro. Ma in queste ore al Mise si sta preparando una nota di chiarimento in seguito ad alcuni dubbi tecnici, con conseguente slittamento dell’invio del testo alla Corte dei conti, della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e dell’atteso “click day”. Occorrerà ancora qualche mese, infine, per far scattare le agevolazioni destinate alle reti di imprese che presentano progetti hi-tech («artigianato digitale e manifattura sostenibile»). Sulla Gazzetta ufficiale del 9 aprile è stato pubblicato il decreto attuativo con le regole generali per la concessione di 10 milioni nel 2015, in forma di una sovvenzione (da rimborsare all’85%) pari al 70% delle spese ammissibili. Entro 90 giorni dovrà essere emanato il decreto direttoriale con i termini e le modalità per presentare le domande.

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