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Sabatini-bis, imprese garantite

Le imprese che beneficiano dei finanziamenti erogati da Cassa depositi e prestiti legati alla Sabatini-bis (per ammodernare l’apparato produttivo) avranno accesso automatico al fondo di garanzia pmi nella misura dell’80%. A questo fine la valutazione economico-finanziaria e del merito di credito dell’impresa, in deroga alle vigenti disposizioni del fondo pmi, verrà rimessa agli intermediari finanziari richiedenti la garanzia. Questo è quanto prevede l’emendamento presentato nella seduta notturna del 22 luglio, e approvato, al decreto legge n. 91/2014 in materia di competitività dai due relatori di maggioranza, i due presidenti delle commissioni industria e ambiente del senato, Massimo Mucchetti (Pd) e Giuseppe Francesco Maria Marinello (Ncd). Nella seduta di ieri le commissioni riunite industria e ambiente hanno concluso l’esame del decreto il cui limite massimo di conversione in legge è il 23 agosto prossimo. Sempre sul fronte semplificazione procedurale viene, inoltre, prevista un’apposita contabilità speciale per la concessione e l’erogazione dei contributi all’interno del fondo per la crescita sostenibile. Quest’ultima modifica riveste particolare interesse, in quanto la nuova Sabatini può costituire terreno di sperimentazione per una successiva eventuale estensione della semplificazione ad altri interventi del fondo di garanzia pmi concessi dal Mise e riferita al fondo crescita sostenibile. Come si legge nella relazione lo strumento della «Nuova Sabatini» ha avuto immediato riscontro positivo, mostrando un particolare gradimento da parte del mondo imprenditoriale, tanto che in soli tre mesi di attività , è stato registrato l’utilizzo della metà delle risorse (4.258 domande in tre mesi per 1,3 miliardi di finanziamenti). Tenuto conto del gradimento dell’intervento, l’emendamento del relatore Mucchetti è volto a rafforzare l’efficacia dell’intervento, rendendolo ancora più agile, sia sotto il profilo dell’accesso al fondo di garanzia pmi, sia sotto il profilo contabile. Altro emendamento approvato è quello relativo all’estensione del credito d’imposta per il Sud anche alle opere in corso già nel 2007. Inoltre c’è l’estensione dell’Ace alle società che sono quotate in mercati regolamentati di stati membri Ue. Anche la proroga per i creditori p.a. per la certificazione dei crediti.

Aiuto crescita economica. Modifica dei relatori anche sull’articolo 19 del dl n. 91/2014 (cosiddetto decreto competitività) che potenzia del 40% l’Ace (l’aiuto alla crescita economica). Il nuovo emendamento prevede che ne potranno usufruire le società la cui ammissione alla quotazione avviene dalla data di entrata in vigore del decreto e sono subordinate alla preventiva autorizzazione della Commissione europea. Nella relazione si legge che la proposta di emendamento mira a «coordinare la decorrenza della norma con i requisiti sostanziali». L’aiuto alla crescita economica si sostanzia in una deduzione dal reddito delle società di capitale, delle società di persone, delle imprese individuali in contabilità ordinaria, commisurata al rendimento nozionale del capitale proprio.

Azioni a voto plurimo. Sempre nell’ottica di favorire e semplificare l’accesso al mercato dei capitali di rischio, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, sono introdotte novità in materia di azioni a voto plurimo. In particolare è eliminato il divieto all’emissione di azioni a voto plurimo. Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere l’emissione di azioni a voto plurimo fino a un massimo di tre voti. Ma solo in riferimento a particolari argomenti o al verificarsi di condizioni non meramente potestative.

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