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Ryanair, sui conti l’effetto salari Polemiche sull’ondata di scioperi

Mentre si accinge ad affrontare uno degli scioperi più impegnativi della sua storia, Ryanair svela i risultati del primo trimestre appesantiti dal 20% degli utili in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A contribuire alla negativa performance, secondo l’azienda che ieri in Borsa è arrivata a perdere in Borsa oltre il 5%, la forte concorrenza che sta spingendo al ribasso le tariffe – circa il 4% in meno nel trimestre – gli aumenti del costo del lavoro e del carburante. Nonostante il calo dei profitti attestatisi a 319 milioni di euro nel trimestre, il fatturato è salito del 9% a 2,1 miliardi di euro a cui hanno contribuito le voci relative alle prenotazioni dei posti e dei bagagli, con un aumento del 25% delle ancillary revenue, in linea con quanto succede tra le altre compagnie low cost. In questo scenario, i passeggeri, attratti dalle tariffe ridotte, continuano ad aumentare al tasso del 7% portando il numero totale a 37,8 milioni di euro, nonostante i 2.500 voli annullati negli scorsi mesi a causa degli scioperi anche dei controllori di volo.
Sul lato dei costi, quello del lavoro è pesato per il 23% pari a 245 milioni di euro nel periodo per gli incrementi salariali assegnati finora a piloti e personale di bordo, dopo il riconoscimento dei sindacati in alcuni paesi europei. L’aumento del costo del carburante del 34% era già stato contabilizzato in bilancio ed è pari a 118 milioni di euro nel trimestre, valore che diventa 430 milioni a fine anno. La concorrenza continuerà ad essere forte, specialmente in Germania, secondo la low cost, che imputa la causa a fattori come la Coppa del mondo di calcio e le incertezze dovute agli scioperi. Confermate le previsioni di utile per l’anno in corso tra 1,25-1,35 miliardi di euro, nonostante gli scioperi che il vettore dovrà affrontare e con l’avvio della Brexit alla fine dell’anno fiscale, in calendario nel marzo 2019.
Proprio in tema di scioperi, tra il 25 e il 26 luglio (in Italia solo il 25) si prevede la cancellazione di circa 300 voli in Spagna, Portogallo, Italia e Belgio su 2.400 effettuati ogni giorno, uno stop che colpirà un quarto dei voli in Spagna e circa il 50% negli altri paesi, coinvolgendo circa 100mila passeggeri. La scorsa settimana, il ceo Michael O’Leary in un tweet postato ai suoi 380mila follower ha scritto di scusarsi “per lo sciopero ingiustificato” alimentato dal personale di bordo che, secondo il ceo, guadagna 40mila euro l’anno, una cifra prontamente smentita dai sindacati che al contrario stimano lo stipendio medio di 14mila euro in Spagna e di 8mila in Polonia. La protesta riguarda anche i giorni di riposo assegnati e i target imposti dal vettore per la vendita dei prodotti a bordo.
Intanto, per limitare i disagi dei prossimi giorni, la compagnia sarebbe intenzionata a reclutare nuovi equipaggi da rimpiazzare in Europa e provenienti da Germania e Polonia. A svelare la mossa della società è stato il sindacato belga CNE che si è interrogato sulla legalità di tale operazione. Secondo un portavoce di Ryanair, la società si aspetta che i voli non subiranno variazioni e di avere offerto ai viaggiatori colpiti dallo sciopero “l’opportunità di essere riassegnati su un volo alternativo operante entro sette giorni prima o dopo il 25 e il 26 luglio” oppure “in alternativa ricevere un rimborso completo del biglietto”.

Mara Monti

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