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Ryanair, l’Antitrust apre un’istruttoria sul caos dei voli

Ryanair finisce nel mirino dell’Antitrust che ha aperto un’istruttoria per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del consumo. Le numerose cancellazioni dei voli, secondo l’Authority, potrebbero configurare una «violazione dei doveri di diligenza di cui all’art. 20 del Codice del consumo», perchè sarebbero «in larga misura riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note», e «non a cause occasionali ed esogene al di fuori del suo controllo, causando notevoli disagi ai consumatori». L’Antitrust contesta anche «il tenore e le modalità delle informazioni» con le quali Ryanair ha informato i passeggeri della cancellazione dei voli e ha prospettato le possibili soluzioni (rimborso o modifica biglietto)», che «potrebbero essere idonei a indurre in errore i consumatori circa l’esistenza e l’esercizio del diritto alla compensazione pecuniaria previsto dal Reg. CE 261/04 in caso di cancellazione dei voli».
Intanto è stato rinviato ad inizio ottobre l’incontro di questa mattina con l’Enac, dopo che Ryanair ha comunicato di non poter intervenire perchè impegnata nella gestione dell’emergenza. Secondo la compagnia irlandese sono 315mila i passeggeri coinvolti dalle 2.100 cancellazioni decise fino alla fine di ottobre che riguardano 103mila voli nelle prossime 6 settimane. Per Ryanair «tutti hanno ricevuto lunedì un avviso via email sulle modifiche del volo, e l’offerta di voli alternativi e rimborsi». Ieri la compagnia annunciava che entro la serata avrebbe riprotetto oltre 175mila passeggeri su altri voli Ryanair ed eseguito oltre 63mila rimborsi ed entro la settimana avrebbe risposto a 300mila richieste. Ma in molti continuano a lamentare difficoltà nell’accesso alle informazioni e, soprattutto, un forte danno economico perchè, oltre al biglietto aereo, spesso si è persa anche la prenotazione di un albergo o di una macchina, o si è dovuto acquistare un biglietto a prezzi elevati.
Per la Ialpa, l’associazine irlandese dei piloti, in un anno avrebbero lasciato Ryanair circa 700 comandanti, scontenti del trattamento economico e delle condizioni di lavoro. Sulla stessa linea del ministro Graziano Delrio (Trasporti) che ha annunciato «tolleranza zero», il ministro Carlo Calenda (Sviluppo economico), che guarda anche alla candidatura di Ryanair per la cessione di Alitalia: «Per quanto riguarda le proposte su Alitalia vedremo – ha detto-. Per Ryanair c’è il nodo delle condizioni del lavoro, che le si stanno ritorcendo contro. È un nodo da cui il governo non potrà prescindere». Per Calenda c’è anche il dumping fiscale da affrontare in sede europea: «È un tema prioritario. Non possiamo accettare che all’accesso al mercato unico non corrisponda una tutela dei lavoratori e regole troppo lasche dal punto di vista fiscale, altrimenti si creano squilibri a detrimento di tutti. L’iniziativa europea deve essere più incisiva». Per Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl) «solo ora emerge il vero volto di Ryanair, da tempo denunciamo le condizioni di lavoro».

Giorgio Pogliotti

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