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Ryanair in fuga dagli scali locali colpa delle gare e non delle tasse

ROMA.
Ryanair inizia la ritirata da tre scali mentre Qatar punta dritto sulla Sardegna ma chiede 750 esuberi. La compagnia irlandese low cost sarà ascoltata nei prossimi giorni alla Camera dopo aver annunciato un taglio di rotte su Alghero (meno 60%), Pescara (meno 70%) e Crotone (100%) dal primo ottobre prossimo. Ufficialmente la decisione scaturisce dall’introduzione dell’addizionale comunale sul trasporto aereo che costerà a Roma 10 euro a passeggero e 9 nel resto degli scali. In realtà più che questo balzello è il progressivo affidamento a gara delle tratte in diverse regioni a pesare su Ryanair che, in alcuni scali, dovrà volare al netto dei sussidi messi degli Enti locali.
Ecco perché Crotone, Alghero e Pescara cominciano a stare strette al vettore guidato da Michael O’Leary. Dopo le inchieste di alcune procure che hanno messo nel mirino proprio l’assenza di gare per l’affidamento delle rotte sovvenzionate (è il caso di Verona, Bergamo e la stessa Sardegna) sindaci e governatori preferiscono seguire le norme dettate da un decreto del 2013 che impone di assegnare i collegamenti solo al migliore offerente.
In particolare la riduzione di collegamenti tra il 60% e il 100% da parte di Ryanair non è altro che un ritorno alle condizioni di traffico passeggeri “normale” delle città coinvolte e quindi al traffico reale e non drogato da sussidi che permettono tassi di riempimento degli aerei bassi ma con introiti comunque garantiti. «Le norme ci sono ed è ora che vengano applicate – spiega Ivan Viglietti, responsabile del dipartimento piloti dei Trasporti Uil – I sindacati italiani chiedono da anni buona occupazione, contratti regolari e lo stop al ricorso di alcune compagnie low cost a sedi estere e condizioni di lavoro senza tutele». Anche se ieri dopo un incontro tecnico al ministero delle infrastrutture, l’assessore regionale ai Trasposti Massimo Deiana ha segnalato che: «È stata avviata dal ministero un’istruttoria sulla possibilità di esenzione della tassa di imbarco per i passeggeri in partenza o diretti in Sardegna».
Se la fuga di Ryanair potrebbe allargarsi a breve anche ad altri aeroporti che scelgono di seguire la strada delle gare trasparenti, Qatar Airways punta invece dritto sulla Sardegna. Ma prima di mettere mano al portafogli prendendo in carico Meridiana-Air Italy, chiede che escano dal ciclo produttivo almeno 750 dipendenti della compagnia sarda. Secondo quanto emerso dal tavolo di trattativa aperto da poche ore, gli esuberi dichiarati dall’azienda italiana sono il 40% del totale dei lavoratori. Nel dettaglio la richiesta di tagli colpirà 550 assistenti di volo, 50 piloti e 150 addetti di terra di Meridiana. Inoltre Qatar chiede garanzie solide su un unico contratto di lavoro che potrebbe prendere spunto da quello meno oneroso applicato nella stessa azienda da Air Italy. Da adesso a metà febbraio,quindi, iniziano le grandi manovre tra le parti sociali prima di arrivare alla firma dell’acquisizione vera e propria, poi ci sarà un passaggio al ministero. Una volta raggiunta l’intesa sugli esuberi e sulla flotta, la compagnia emiratina potrebbe decidere di bruciare le tappe e entrare subito col 49 per cento in Meridiana. A breve però potrebbe entrare in gioco anche Iag, ovvero British Airways-Iberia, di cui Qatar è socio di maggioranza, che potrebbe portare a casa tutta Meridiana e non solo il 49% che è il limite consentito ad un vettore extracomunitario.
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