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Ryanair: compriamo Alitalia solo dopo la ristrutturazione

Ryanair è interessata all’acquisizione di Alitalia, ma a condizione che la compagnia venga prima rimessa in sesto dai commissari straordinari. «Siamo interessati ad investire solo dopo che la compagnia sarà ristrutturata e se potremo guadagnare a lungo termine – ha spiegato il Ceo Michael O’Leary-, in caso contrario il nostro interesse verrebbe meno. Se compreremo è per avere la maggioranza, non il 49%».
In un incontro con la stampa, ieri il Chief Executive officer di Ryanair ha confermato di aver presentato la manifestazione di interesse e di aver ricevuto lunedì dai commissari la lettera per l’accesso alla data room «era in Italiano, l’abbiamo mandata a tradurre». Guardando alla scadenza del 21 luglio per la presentazione delle offerte non vincolanti: «Credo che la compagnia possa essere ristrutturata con successo dai commissari – ha aggiunto O’Leary -, potranno dargli un futuro ma dovranno prendere delle decisioni dure, che sono state rimandate negli anni passati. Servono importanti cambiamenti». Anche se Ryanair non dovesse investire, resta aperta l’offerta di feederaggio per i voli a lungo raggio di Alitalia, per collegare gli aeroporti periferici con i grandi scali, così come la disponibilità a vendere voli Alitalia sul proprio sito. «Siamo comunque interessati a crescere in Italia e a riempire dei vuoti – ha continuato il Ceo di Ryanair – qualora fosse necessario. Abbiamo offerto di posizionare fino a 20 aeromobili negli scali italiani, per subentrare se Alitalia dovesse ridurre la capacità». In vista del termine di ottobre per le offerte vincolanti, O’Leary lascia aperte le opzioni dell’acquisto in blocco o di singoli asset, puntualizzando «non siamo interessati agli slot» che peraltro quasi ovunque sono gratuiti (ad eccezione di quelli londinesi).
L’interesse è legato al fatto che Ryanair non ha collegamenti sul lungo raggio e «non è interessata a svilupparlo», mentre Alitalia «può fare concorrenza ad Air France e Lufthansa proprio in questo mercato, potenziando i collegamenti con Roma in alternativa a Parigi». Il business delle due compagnie è difficilmente paragonabile, il Ceo ha ricordato che Ryanair con 11mila dipendenti trasporta circa 120 milioni di passeggeri, mentre Alitalia con quasi 12.500 dipendenti si è fermata a 22 milioni di passeggeri: «Alitalia non ha bisogno di tutto quel personale – ha aggiunto – ci sono dipendenti che non sono piloti, né assistenti di volo o ingegneri, non si sa cosa fanno». Ai sindacati O’Leary dice: «siamo aperti al dialogo ma non saranno i sindacati o i politici a dirci cosa fare. Non lavoriamo in quel modo».
Quanto alla programmazione estiva di oltre 400 rotte (tra i nuovi collegamenti c’è il Roma-Lourdes, i voli per Norimberga, Praga e Sofia), O’Leary ha parlato di «record di prenotazioni», citando le previsioni di una crescita di oltre il 12% dei passeggeri in Italia, da 32 a 36 milioni. L’incremento interessa quasi tutti i 26 aeroporti italiani dove opera la low cost, ad eccezione di quelli romani – a Ciampino il numero passeggeri è stabile, a Fiumicino diminuisce – «grazie alle tariffe e ai costi più bassi». Infine l’annuncio: Ryanair mette in vendita posti da Roma con tariffe a 9,99 euro per viaggiare a luglio, disponibili per le prenotazioni fatte entro la mezzanotte di domani.

Giorgio Pogliotti

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