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Ryanair “atterra” a Fiumicino ed è scontro con Alitalia

ROMA — Con un tempismo forse sospetto, a poche ore dalla scadenza dell’aumento di capitale Alitalia che ne deciderà le sorti, Ryanair posa per la prima volta le ali a Fiumicino, la base principale del vettore italiano.
Gli irlandesi hanno annunciato un cambio di marcia nella loro strategia: dal 2014 entrano nel mirino del più grande vettore a basso prezzo europeo gli scali principali di Roma, Bruxelles (che però smentisce di avere sottoscritto accordi) e Barcellona. Un progetto che punta a cannibalizzare le rotte di Alitalia andando a pescare clienti proprio nel suo bacino principale. Dal 18 dicembre Ryanair aprirà una nuova base al Leonardo da Vinci mettendo in pista 6 aerei — uno solo al momento sarà di stanza a Roma — per un totale di 224 voli settimanali, mentre è ipotizzabile un’espansione anche a Ciampino dove Ryanair conta di portare nuovi collegamenti internazionali.
I voli annunciati ieri, secondo le stime, porteranno verso il Meridione del nostro Paese 1,7 milioni di passeggeri e collegheranno Roma-Fiumicino a Lamezia Terme, Palermo e Catania. Quest’ultima tratta, in particolare, è una delle più remunerative per la compagnia romana e l’arrivo di un nuovo concorrente come Ryanair, con cui competere gomito a gomito potrebbe contrarre i ricavi e portare ad una sanguinosa guerra di tariffe. Nella serata di ieri Alitalia ha però risposto picche a Ryanair, che con il suo numero Michael O’Leary, avrebbe anche “offerto aiuto” alla
compagnia italiana in difficoltà. Un aiuto, probabilmente più una provocazione, in linea con lo stile del vettore low cost, che Alitalia ha respinto con durezza al mittente. O’Leary avrebbe «scritto una lettera e telefonato alla compagnia italiana offrendo il feederaggio dei voli nazionali Ryanair per i loro servizi e in particolare le tratte a lungo raggio».
E se Adr respinge seccamente l’accusa di aver concesso delle condizioni «di favore» a Ryanair, Alitalia replica “ringraziando” per la «proposta di collaborazione sull’aeroporto di Roma Fiumicino, ma ricorda che possiede una sua strategia, un suo piano industriale, una sua flotta e propri equipaggi». Nella risposta Alitalia ricorda anche che con la livrea tricolore «ogni settimana decollano e atterrano a Fiumicino oltre 2400 voli» e che lo scalo romano «è collegato con 78 destinazioni ». Guerra aperta, inoltre, sulle tariffe: «I prezzi annunciati da Ryanair per i suoi nuovi voli sono in linea con quelli che già oggi Alitalia offre per gli stessi collegamenti».
Anche dai sindacati partono bordate pesanti contro il vettore irlandese. «Il trasporto aereo italiano è una giungla ed il rischio vero è che prevalga a breve la violenta disperazione» dice il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi. Mentre il segretario aggiunto della Uilt Marco Veneziani spara a zero contro «la mancanza di regole che permettono a Ryanair di operare sul nostro territorio senza versare tasse e contributi dovuti ai lavoratori come fanno tutte le altre compagnie».
Infine, oggi a mezzanotte si chiudono i termini per sottoscrivere l’aumento di capitale Alitalia. Entro mercoledì prossimo si giocherà la partita delle azioni inoptate ed entrerà in campo Poste che ieri, col suo numero uno Massimo Sarmi, ha “aperto” ad una possibile alleanza con Aeroflot.

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