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Ryanair ai piloti “Non scioperate o sarete puniti”

Sale la tensione tra piloti e vertice di Ryanair. Venerdì in Italia con uno sciopero previsto dalle 13 alle 17, ci sarà il primo assaggio dei disagi che potrebbero colpire mercoledì prossimo la compagnia in mezza Europa, mettendo a rischio il Natale dei passeggeri.
Il 20, infatti, sarà la volta dei colleghi irlandesi e tedeschi, pronti a bloccare i voli in due Paesi roccaforte della linea aerea nata 30 anni fa. In ballo non ci sono gli aumenti salariali: i comandanti chiedono a gran voce il diritto ad avere normali relazioni sindacali con il burbero Michael O’Leary e i suoi manager. Che anche stavolta non molla la presa e in attesa di vedere come andrà a finire lo scontro, ha scritto una lettera durissima ai “ rivoltosi” minacciandoli di cancellare i benefit conquistati nelle scorse settimane dopo la cancellazione di centinaia di voli proprio per la carenza di piloti in cabina.
Ryanair è pronta a mettere la retromarcia sugli accordi sottoscritti togliendo i turni garantiti (5 giorni di lavoro e 4 di riposo), e cancellando gli incrementi della paga che in alcuni casi toccano il 20 per cento.
Accanto ai piloti hanno deciso di schierarsi anche gli assistenti di volo che sciopereranno con le stesse modalità.
Se il primo test sulla protesta avverrà in Italia, la settimana dopo, saranno i colleghi irlandesi e tedeschi a restare a terra. I voli in partenza da Dublino, l’hub principale del vettore irlandese, rischiano forti ritardi e cancellazioni mercoledì prossimo. Qui, dopo un voto segreto che ha coinvolto i 300 piloti basati nella capitale irlandese, è stato deciso di scioperare il 20 dicembre, a ridosso delle festività. In Germania invece, la protesta è guidata dal potente sindacato Vereinigung Cockpit, che ha piegato in passato la resistenza del management di Lufthansa e chiede l’applicazione del contratto collettivo di lavoro. Il sindacato tedesco parla di « sciopero che inizia da ora in poi in qualsiasi momento » . Una sorta di protesta a oltranza che i piloti porteranno avanti fin quando Ryanair non aderirà al contratto nazionale. Il presidente del sindacato, Ingolf Schumacher, parla di « dumping sociale sistematico » da parte di Ryanair e si chiede « se non ora, quando ci sarà un’altra possibilità realistica per avere successo? » . Ryanair, invece, da anni preferisce contrattare direttamente con i piloti in ognuna delle 87 basi sparse in Europa. E ora lo scontro si fa molto più duro rispetto al passato, anche alla luce di una sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha aperto la porta a cause e querelle legali di lavoro nei Paesi di origine dei lavoratori e non più solamente in Irlanda, sede della compagnia. Ryanair, da parte sua, oltre alla minaccia di tagliare gli accordi, sottolinea come la protesta in Irlanda sia stata decisa e votata solo dal 28% dei 300 piloti di base a Dublino.

Lucio Cillis

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