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Rush finale per i controlli fiscali

Con l’avvicinarsi del 31 dicembre 2015, si avvicinano anche i termini di decadenza entro cui l’agenzia delle Entrate deve notificare avvisi di accertamento e cartelle di pagamento.
Ai fini delle imposte dirette (articolo 43 del Dpr 600/73) e ai fini Iva (articolo 57 del Dpr 633/72), infatti, l’avviso di accertamento deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, in caso di omessa dichiarazione. Questo vuol dire che, entro il prossimo 31 dicembre 2015 devono essere notificati gli accertamenti Irpef, Ires, Irap e Iva relativi all’annualità 2010 (modelli Unico, Irap e Iva 2011). In caso di omessa dichiarazione o, comunque, di dichiarazione considerata omessa perché presentata 90 giorni dopo il termine di scadenza, l’annualità in scadenza è invece il 2009 (modelli Unico, Irap e Iva 2010).
Il limite dei 60 giorni
Tuttavia, in tale scenario, l’amministrazione finanziaria deve tenere conto di un limite posto dalla giurisprudenza maggioritaria di legittimità: sono nulli gli avvisi emanati prima dei 60 giorni dalla notifica del processo verbale di constatazione (Pvc). Una regola importante perché, di fatto, “sterilizza” gli atti che saranno inviati da questo mese senza il rispetto delle tutele per la difesa previste dall’articolo 7, comma 2 dello Statuto del contribuente. Secondo questa disposizione, infatti, nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, l’accertamento non può essere emanato prima della scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni e delle richieste del soggetto verificato che dovranno essere valutate dagli uffici e, quindi, prima di 60 giorni dalla consegna del Pvc.
La ratio della norma è chiara: l’ufficio deve concedere al contribuente la possibilità di comunicare le proprie osservazioni e richieste, proprio nell’ottica collaborativa che costituisce elemento centrale della legge 212/00. Ove invece l’amministrazione emetta l’atto impositivo prima dei 60 giorni prescritti, si incorrerebbe comunque nella violazione della norma, nonché del diritto di difesa del contribuente. Si evidenzia, peraltro, che la norma contenuta nello Statuto non fa riferimento alla notifica dell’atto di accertamento ma alla sua emanazione, ossia alla data in cui è stata apposta la firma del direttore dell’ufficio o della persona da lui delegata.
Inoltre, la prescrizione del rispetto del termine dei sessanta giorni, essendo contenuta nella legge 212/2000, non è circoscritta soltanto alle imposte sui redditi e all’Iva, ma si può estendere a tutti gli altri comparti impositivi, quali ad esempio tributi locali e imposta di registro, con l’eccezione dei diritti doganali.
Il caso dell’urgenza
L’unica deroga prevista per l’emanazione anticipata dell’avviso è costituita dalla prova della sussistenza di una «particolare e motivata urgenza» non giustificabile dall’approssimarsi della scadenza dei termini decadenziali dell’accertamento. Inoltre, il legislatore ha previsto particolari ipotesi di proroga dei termini decadenziali entro cui le Entrate deve emettere gli avvisi di accertamento, come nel caso di violazioni tributarie che integrano, nel contempo, gli estremi di un reato disciplinato dal Dlgs 74/2000. In tal caso, infatti, i termini sono raddoppiati in relazione al periodo di imposta in cui l’illecito è stato commesso. Dal 2 settembre 2015, con l’entrata in vigore del Dlgs 128/2015, il raddoppio dei termini per violazioni penali opera solo se la denuncia è trasmessa all’autorità giudiziaria entro il termine ordinario di decadenza per l’accertamento.
La denuncia tardiva
Tuttavia, il raddoppio dei termini è comunque possibile anche nel caso di tardiva denuncia della violazione penale per gli inviti a comparire per il procedimento di adesione e per i Pvc notificati entro il 2 settembre 2015, qualora il conseguente atto di accertamento sia notificato entro il 31 dicembre 2015. Pertanto, l’accertamento relativo a un Pvc notificato il 20 agosto 2015 relativo al periodo d’imposta 2009 dovrà essere notificato entro il 31 dicembre 2015. In caso contrario, infatti, sarà illegittimo, in assenza del tempestivo invio della notizia di reato.

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