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Ruling fiscali sempre più ampi

Ruling fiscali verso l’ampliamento. L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria è quello di estenderne i profili oggettivi, dando certezze alle aziende su un maggior numero di questioni rispetto alle fattispecie oggi contemplate (transfer pricing, royalties, interessi e dividendi infragruppo, stabile organizzazione).

A livello soggettivo, invece, gli accordi preventivi continueranno a riguardare imprese medio-grandi a carattere internazionale. Spazio anche alla compliance rafforzata, anche in vista dell’attuazione della delega fiscale. Sulla quale, visti i tempi stretti (il termine per l’emanazione dei decreti scade il 27 marzo 2015) sembra ormai indispensabile una proroga tecnica. È quanto spiega Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate, intervenuta ieri a Milano al convegno annuale sul fisco di Assolombarda e Assonime. «La certezza, la trasparenza e il dialogo con i contribuenti rappresentano il futuro di questo paese», afferma Orlandi, «è una svolta che richiede tempo, ma siamo sulla strada giusta. Già la legge di stabilità 2015 ha dato un segnale importante di cambiamento, ampliando i termini per il ravvedimento operoso ed equiparandoli ai tempi a disposizione degli uffici per le verifiche». Il direttore delle Entrate ha poi auspicato una maggiore libertà di azione da parte dell’amministrazione, troppo spesso vincolata da norme primarie. «In Italia c’è un eccesso di legificazione che arriva perfino a stabilire quanti e quali controlli fiscali dobbiamo svolgere», prosegue Orlandi, «ciò accade perché fino al 2012 molte misure di spesa sono state approvate affidando la copertura finanziaria al recupero dell’evasione. Questo ci costringe talvolta a svolgere attività che ormai riteniamo obsolete. La nostra intenzione è quella di concentrarci sulle frodi e sugli illeciti di maggiore gravità, ma questa dispersione di risorse ci frena». Modificare quelle norme, però, vorrebbe dire assicurare all’erario il relativo gettito attraverso altre misure «e questo non è per niente facile». Maurizio Sella, presidente di Assonime, ricorda che la complessità e l’incertezza del sistema fiscale «sono due dei motivi per i quali l’Italia ha il più basso importo di investimenti esteri rispetti agli altri paesi Ue. Situazione che spinge anche le nostre imprese a investire altrove». Sella sottolinea pure l’urgenza di attuare un altro principio della delega: la riforma del reddito d’impresa. «Si dovrebbe avvicinare quanto possibile il reddito fiscale al risultato di bilancio, come si è cominciato a fare per le perdite su crediti», rileva il presidente Assonime, «oltre a semplificare non poco la vita delle imprese, ciò renderebbe il nostro sistema più simile a quello in vigore negli altri stati». Il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, ha invece ricordato che la pressione fiscale sulle imprese «non potrà scendere finché non ridurremo la spesa corrente, che nel 2014 è salita a 763 miliardi di euro, rispetto ai 756 del 2013 e i 725 del 2012». Tuttavia, Assolombarda accoglie favorevolmente «l’abolizione dell’Irap sul costo del lavoro 2015, ma non dobbiamo dimenticare che nel breve essa è coperta con l’intervento retroattivo sull’Irap 2014 e, nel medio, con forti aumenti di imposta sul risparmio previdenziale». In ogni caso, chiosa Rocca, «resta un passo fondamentale per il totale superamento di un’imposta il cui effetto distorsivo sulla crescita è stato più volte da noi denunciato». I risultati sugli incassi della lotta all’evasione del 2014 «saranno resi noti a fine mese», spiega Orlandi, «stiamo ancora facendo i calcoli ma credo che il trend sarà positivo rispetto al 2013». Importanti attese di gettito anche in relazione alla voluntary disclosure. «Nessuno può fare stime certe, di sicuro gli importi sono molto alti, è l’ultima occasione per i contribuenti», conclude il direttore. In questo senso «l’accordo con la Svizzera è un risultato notevole e anche altri paesi firmeranno. I paradisi fiscali stanno diventando un’eccezione». Nella gestione delle istanze di voluntary, assicura infine Orlandi, «garantiamo a tutti i contribuenti un approccio one-to-one secondo le direttive Ocse. Sarà un lavoro estremamente impegnativo per l’Agenzia, ci stiamo attrezzando perché dovremo fare un controllo analitico di ogni istanza e di ogni cifra che rientra».

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