09.12.2022

Roubini e la nuova minaccia mondiale: «È l’era della grande stagflazione»

  • Il Sole 24 Ore

Torna il «Dottor Doom». Ed è più negativo che mai: l’ex bocconiano Nouriel Roubini, l’economista della Casa Bianca che, inascoltato, previde la grande crisi finanziaria del 2008, oggi mette in guardia contro le «mega-minacce» mondiali. Ha anche una soluzione da offrire, ma è una medicina amarissima che nessun paziente vorrà prendere.

A 15 anni da quel crack Lehman Brothers che ha innescato una crisi economica mai davvero superata, il pessimismo finanziario di Roubini si è trasformato in un pessimismo cosmico che sarebbe piaciuto a Leopardi, anche se lui si definisce solo un «realista». Oggi non c’e solo la tenuta di Wall Street, che significa la tenuta della ricchezza e dell’economia, in gioco, ma l’intero equilibrio mondiale, politico, sociale, demografia, e soprattutto ambientale è a rischio.

A Londra, davanti al nuovo ambasciatore Inigo Lambertini, il professore della Stern Business School di New York, dipinge un quadro fosco elencando le 10 minacce che incombono: dall’inflazione, causata non dalla guerra in Ucraina ma dalle siccità in California, principale produttore di frutta e verdura, all’impoverimento della classe media, che ha come conseguenza i populismi; alla rivoluzione della AI che distruggerà milioni di posti di lavoro; alla nuova Guerra Fredda Usa-Cina fino al disastro ecologico.

«Siamo nella spaventosa situazione di un mondo sull’orlo del baratro per un misto di politiche sbagliate e anche di sfortuna – esordisce- troppa liquidità immessa nell’economia e per troppo tempo. Poi la sovrapposizione della pandemia con il conflitto in Ucraina». In un mondo interconnesso anche i problemi sono interconnessi e ognuno è causa dell’altro: ecco le poli-crisi.

Risultato: dopo 80 anni di pace e prosperità, la famosa “Great Moderation”, ossia una stabilità geopolitica con crescita costante di benessere, ora sta per iniziare l’era della “Great Stagflation”, un lungo periodo di costo della vita sempre più alto, ma accompagnato da una decrescita. Le banche centrali non hanno più strumenti per manovrare l’economia perché ne hanno abusato prima.

Nella sala ottocentesca della presentazione del suo ultimo libro “Megathreats”, organizzata dal suo socio italiano Brunello Rosa di LSE, non è solo un elenco di previsioni apocalittiche. C’è anche uno spiraglio di ottimismo: «Per evitare la catastrofe bisogna andare molto più veloci nella decabornizzazione, ma soprattutto ci vorranno molti più sacrifici, pubblici e individuali». Ottimismo sì, ma pur sempre quello di un pessimista-realista.