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Rottamazione, serve più tempo

Serve più tempo agli enti locali per deliberare la rottamazione delle ingiunzioni. I tempi fissati dal dl 193/2016 sono stretti per decidere se istituire la sanatoria degli atti della riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali notificati dalle amministrazioni locali dal 2000 al 2016. La scadenza, infatti, ex lege è fissata al prossimo 1 febbraio, ma da più parti si chiede che la deadline sia agganciata al termine ultimo per emanare delibere e regolamenti e per approvare i bilanci preventivi, di recente prorogato al 31 marzo 2017 dal dl 244/2016. Lo slittamento potrebbe essere contenuto o in un emendamento allo stesso decreto Milleproroghe o nel sempre più probabile decreto legge in materia di finanza locale che, come anticipato su ItaliaOggi del 13/1/2017, dovrebbe aggiustare il tiro sul Fondo di solidarietà (in particolare nel margine di oscillazione rispetto al fondo 2016 portandolo dall’attuale 8% al 4%).

Allo stato attuale il legislatore ha fissato inopportunamente dei termini diversi per l’adozione dei regolamenti sulle entrate e per l’istituzione, sempre con regolamento, della definizione agevolata delle ingiunzioni, che concerne comunque la materia delle entrate, sebbene il relativo provvedimento abbia un carattere eccezionale. La brevità del termine a disposizione degli enti locali per attuare questa scelta, limitata a quelli che riscuotono con lo strumento alternativo alla cartella di pagamento, rischia di costituire un impedimento alla deliberazione della sanatoria e di ledere le legittime aspettative dei contribuenti di potersene avvalere.

Nonostante l’articolo 5, comma 11, del dl Milleproroghe (244/2016) abbia disposto un’ulteriore proroga al 31 marzo per l’approvazione dei bilanci preventivi e, per l’effetto, per l’emanazione di delibere e regolamenti, rimane invariata la data (1 febbraio) stabilita dall’articolo 6-ter del decreto legge fiscale (193/2016), introdotto in sede di conversio-ne in legge (225/2016), per deliberare la sanatoria. Quest’ultima norma prevede la rottamazione delle ingiunzioni notificate dal 2000 al 2016 e non pagate. Il beneficio per gli interessati è però circoscritto all’esclusione delle sanzioni irrogate. Pertanto, le amministrazioni locali che riscuotono a mezzo ingiunzione le entrate tributarie e patrimoniali, sia direttamente sia tramite concessionari, possono disporre con regolamento da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore (3 dicembre 2016) delle legge di conversione del dl 193, vale a dire entro il 1° febbraio 2017, la definizione agevolata delle ingiunzioni. La sanatoria è ammessa per le entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito della notifica delle ingiunzioni fiscali, la cui disciplina è contenuta nel testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato (regio decreto 639/1910). Così come previsto per la rottamazione dei ruoli, nel provvedimento devono essere riportate tutte le indicazioni utili per l’adesione da parte degli interessati, in particolare: le modalità di presentazione dell’istanza e il termine ultimo per fruire della sanatoria; il numero massimo di rate e le relative scadenze; la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti ai quali si riferisce l’istanza, con la dichiarazione espressa di rinunciarvi; il termine entro il quale l’ente territoriale o il concessionario comunicano ai debitori le somme dovute. L’ultima scadenza per il pagamento a rate non può andare oltre il termine del 30 settembre 2018. L’omesso, insufficiente o tardivo versamento delle somme dovute impedisce il perfezionamento del condono e consente il loro recupero entro i termini di prescrizione o decadenza stabiliti dalla legge. Lla presentazione dell’istanza di adesione sospende i termini di prescrizione e decadenza.

Sergio Trovato

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