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Rottamazione a ostacoli sulle liti

Vincolo nei confronti di Equitalia ma quasi sempre l’interlocutore è un altro soggetto
Una cosa è certa: la disciplina della “rottamazione dei ruoli” è stata predisposta in modo quanto meno frettoloso, lasciando scoperte tutta una serie di conseguenze, in particolare relative ai contenziosi in corso.
Il primo problema è quello che la norma (articolo 6, comma 2 del decreto legge 193/2016) dispone che il debitore deve manifestare all’agente della riscossione un «impegno a rinunciare» al giudizio eventualmente pendente. Innanzitutto, va rilevato che l’impegno a rinunciare è indirizzato – secondo la norma – a un soggetto (Equitalia) che nella stragrande maggioranza dei casi è diverso dalla controparte processuale (l’agenzia delle Entrate, per i tributi di sua competenza).
In sostanza, appare del tutto irragionevole che questo “impegno” venga rivolto a un soggetto (quasi sempre) totalmente estraneo al giudizio.
Occorre poi considerare che l’«impegno», essendo rivolto a un soggetto – lo si ripete – “incompetente”, non segue minimamente il modello previsto dall’articolo 44 del decreto legislativo 546/1992 (apposito atto scritto che deve essere depositato nella segreteria della Commissione tributaria entro la data fissata per la trattazione della controversia). Di conseguenza, non si riesce a cogliere la portata di questo «impegno» che processualmente non vuol dire nulla e di cui si ignora come possa confluire nel giudizio (nei casi in cui Equitalia non sia parte dello stesso). Infatti, un conto è un fantomatico «impegno», altro è la rinuncia al processo vera e propria (secondo i dettati dell’articolo 44 del decreto 546/1992).
L’utilizzo della rottamazione, in realtà, dovrebbe portare alla cessazione della materia del contendere, sulla base dell’articolo 46 del decreto 546/1992, ma anche in questo caso vi sono una serie di perplessità.
Vi è, infatti, la questione correlata alla latitudine di questo fantomatico «impegno a rinunciare». Si consideri il caso in cui vi sia stata una sentenza sfavorevole della commissione tributaria provinciale in relazione a un atto di accertamento esecutivo. In questo caso, se il carico è stato affidato al concessionario della riscossione entro il 31 dicembre 2016 (si veda al riguardo l’articolo sotto), vi potrebbe essere l’interesse alla rottamazione, essendo dovute le imposte per i due terzi e le sanzioni sempre nella misura dei due terzi. Il fatto è che la rottamazione investe solo le somme affidate al concessionario, cioè i due terzi, per cui essa non può coinvolgere tutto il giudizio, posto che per il restante terzo non si può beneficiare della rottamazione. Questo effetto dimostra la manifesta irrazionalità della disciplina, considerando che, da una parte, richiede un impegno alla rinuncia – ancorché processualmente insignificante e rivolto a un soggetto incompetente – che sembrerebbe doversi intendere per la totalità del giudizio, dall’altra, come nel caso in esame, risulta necessariamente limitata alla parte oggetto di rottamazione. Con la conseguenza che, sempre avendo a riguardo al caso in esame, si deve ritenere che il giudizio debba comunque proseguire (a meno di giungere alla conclusione, parimenti irrazionale, che il contribuente per beneficiare della rottamazione debba prestare acquiescenza anche sul terzo non rottamabile). Tutto questo conferma che quell’impegno a rinunciare al giudizio non solo è atecnico ma anche improduttivo di effetti.
Infatti, non può esistere ipotesi di rinuncia parziale, dal momento che la rottamazione investe solo l’entità della somma dovuta ma non le ragioni della pretesa che, quindi, anche se pur un importo ridimensionato, giustifica la prosecuzione del giudizio .
Si tratta di problemi complessi che possono compromettere un sereno giudizio di convenienza della definizione e, così, il successo dell’iniziativa. Il problema è che si tratta di problemi che esigerebbero l’intervento del legislatore, non potendo bastare solo una circolare. Un intervento che, però, a questo punto, ha tempi estremamente ridotti per concretizzarsi.

Andrea Carinci
Dario Deotto

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