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Rottamazione blocca-Equitalia

Rottamazione ruoli: la richiesta di accesso alla sanatoria blocca-Equitalia. Dalla data di presentazione della domanda di adesione alla rottamazione dei ruoli il concessionario non potrà avviare nuove azioni esecutive né potrà proseguire eventuali procedure di recupero coattivo già avviate nei confronti del debitore.

La rottamazione consentirà di ridurre gli importi iscritti a ruolo delle sanzioni amministrative e degli interessi di mora.
Restano dovuti invece gli aggi a favore del concessionario, le spese di notifica, le spese per le procedure esecutive e gli interessi di dilazione.

Un capitolo a parte della sanatoria è rappresentato invece dalle multe stradali. Le sanzioni amministrative dovute per le violazioni del codice della strada sono infatti elencate fra i ruoli esclusi dalla definizione nel comma 10, lettera e) dell’articolo 6 del decreto fiscale. Tuttavia, grazie alle previsioni del successivo comma 11 della medesima disposizione, le multe stradali sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo vista la tecnica legislativa) essere rottamabili con la sola riduzione degli interessi moratori.

Sono queste, in estrema sintesi, le caratteristiche della definizione agevolata dei ruoli contenuta nell’articolo 6 del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017 (decreto legge n. 193 del 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016).

Vediamo i principali contenuti del provvedimento, approvato dal governo Renzi il 15 ottobre scorso.

Somme oggetto di sanatoria. Potranno formare oggetto di rottamazione tutti gli importi iscritti a ruolo negli anni dal 2000 al 2015. Restano pertanto fuori dalla definizione tutte le cartelle notificate dopo il 31 dicembre 2015.

Fuori dal perimetro dell’ennesima sanatoria dei ruoli gli importi dovuti per Iva sulle importazioni, per il recupero degli aiuti di Stato, per le pronunce di condanna emesse dalla Corte dei conti, per multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di sentenze penali.

Risultano incluse nel perimetro dell’agevolazione anche le somme iscritte nei ruoli per carichi non erariali quali, ad esempio, quelli relativi ai tributi e alle tasse dovute agli enti locali.

La procedura. Per ottenere la rottamazione dei ruoli il debitore deve attivarsi presentando, entro il termine perentorio di novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale, apposita domanda attraverso l’apposita modulistica che Equitalia renderà pubblica nei prossimi giorni.

Nella domanda dovranno essere specificate anche le modalità di pagamento con il quale il debitore intende provvedere all’adesione che potrà essere in unica soluzione o anche forma rateale. In quest’ultimo caso le rate potranno essere al massimo quattro e l’ultima non potrà andare oltre il 15 marzo 2018.

Gli effetti. Come abbiamo già anticipato dal momento della presentazione della domanda il Concessionario della riscossione dovrà sospendere eventuali azioni di recupero coattivo poste in essere e non potrà avviare nuove azioni esecutive. Restano validi eventuali fermi amministrativi e ipoteche già iscritte sui beni del debitore e vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per i carichi oggetto di richiesta di definizione.

Gli sgravi. I benefici della sanatoria consistono nella eliminazione delle sanzioni amministrative e degli interessi moratori inclusi nei carichi a ruolo. Facendo soltanto l’ipotesi degli omessi versamenti di imposte, per i quali la sanzione amministrativa è del 30% degli importi non versati, si capisce da subito l’interesse che le nuove misure possono suscitare.

Per i ruoli più datati (quelli relativi all’anno 2000) dove la stratificazione degli interessi di mora ha un peso specifico più elevato, la rottamazione potrebbe consentire risparmi prossimi alla metà degli importi contenuti nelle cartelle esattoriali.

Le rateazioni in corso. Anche i debitori che hanno rateizzazioni in corso con Equitalia potranno accedere alla sanatoria. Per evitare perdite immediate del gettito tuttavia il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017 prevede quale ulteriore condizione d’accesso il rispetto di tutti i pagamenti rateali con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.

Nella determinazione dell’importo dovuto per la definizione agevolata il concessionario terrà conto soltanto di quanto finora versato dal contribuente a titolo di capitale e interessi compresi nei carichi affidati, mentre resteranno definitivamente acquisite e non potranno formare oggetto di rimborso le somme riscosse a titolo di sanzioni e interessi moratori.

Andrea Bongi

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