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Robinhood, resa al Congresso: «Il trading non andava fermato»

Le società al centro dell’Affaire GameStop, la straordinaria volatilità che ha scosso la borsa americana, sono salite alla sbarra al Congresso. L’obiettivo: far luce sulle altalene di improbabili titoli, quale appunto quello della catena di videogiochi GameStop. E mettere l’accento su nuova trasparenza e protezioni per i piccoli investitori. Hanno trovato eco appelli a combattere rischi di manipolazioni, conflitti d’interesse, discriminazione di azionisti retail. Dai parlamentari sono state sollevate anche ipotesi di riforme del trading, oggi in agenda delle autorità di regolamentazione, per assicurare democratizzazione e sicurezza sui mercati. Almeno un risultato immediato: le scuse pubbliche e ufficiali del broker online Robinhood, presentate in aula, per i limiti introdotti sulle transazioni dei risparmiatori nel pieno dei guadagni di GameStop.

Le prime audizioni, virtuali e di alto profilo, sul caso hanno avuto luogo alla Commissione Servizi Finanziari della Camera. Convocato Vlad Tenev, top executive di Robinhood, la piattaforma di scambi usata dai piccoli azionisti che ad un certo punto aveva parzialmente bloccato, tra le polemiche, le transazioni. Al suo fianco Gabriel Plotkin, ceo di Melvin Capital, l’hedge fund “vittima” della rivolta popolare: esposto a enormi scommesse ribassiste su GameStop, ha sofferto pesanti perdite davanti a ondate di acquisti scatenate da investitori retail. Ecco poi Ken Griffin, finanziere e fondatore di Citadel, colossale fondo e market maker, nonché esecutore delle operazioni di Robinhood che ha anche contribuito al salvataggio di Melvin. E Steve Huffman di Reddit, il social media dove l’esercito di trader si è riunito e ha discusso le sue mosse su forum quali wallstreetbets. Testimone una delle stelle dei forum online: Keith Gill, investitore non professionista – ha tenuto a precisare – noto come Roaring Kitty.

«Lo scopo è capire davvero quanto accaduto, assicurare che l’attività sia stata corretta e determinare come è possibile evitare simili eventi», hanno commentato gli analisti di JP Morgan prevedendo di fatto che questi siano solo i primi passi di un lungo processo. La presidente democratica della Commissione, Maxine Waters, ha confermato simili attese, definendo gli eventi in questione “storici”. Il leader repubblicano in Commissione, Patrick McHenry, ha promesso di «andare a fondo nell’analisi dei fatti».

Nel mirino sono finite ripetutamente le limitazioni alle compravendite fatte scattare da Robinhood, criticate quale favori a hedge sotto pressione e attribuite invece dal broker alla necessità di venire incontro a requisiti di solidità finanziaria chiesti dalle clearing house a fronte di inediti volumi di scambi su titoli quali GameStop. La testimonianza più ascoltata, in questo clima, è stata quella del 33enne ceo di Robinhood, Tenev. Ha espresso rammarico per le limitazioni al trading, definendole «inaccettabili» e affermando che la società «sta facendo di tutto perché ciò non accada mai più». Ha però negato d’aver «agito per aiutare hedge fund o altri interessi ai danni dei nostri clienti».

Il titolo di GameStop si era impennato rapidamente da 18,8 a 480 dollari in uno gigantesco “short squeeze”, un assalto a posizioni ribassiste dei grandi investitori. Ha poi perso nuovamente il 90 per cento. La mobilitazione di piccoli investitori nel rialzo è stata indubbia, ma sono affiorate ipotesi che spinte siano arrivate anche da investitori istituzionali. E successivamente proteste sui capitali bruciati da piccoli risparmiatori a seguito delle violente oscillazioni e dei blocchi nelle operazioni. Alcuni possibili rimedi, accanto a denunce d’una Wall Street casinò dei ricchi, sono stati ieri menzionati. Una miglior sorveglianza delle authority su reti di relazioni tra protagonisti di finanza e trading. Compresi aspetti tecnici: i sistemi di pagamento a broker quali Robinhood da parte di market maker o fondi e legati ai flussi di ordini, che potrebbero provocare distorsioni.

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