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Robinhood a Wall Street l’app dei piccoli investitori prova a diventare adulta

Vogliono trasformare Wall Street nella loro foresta di Sherwood. E per mantenere la promessa di rubare ai ricchi per dare ai poveri, i trader di Robinhood – la piattaforma di negoziazioni online amatissima dai Millennials, perché permette di investire in titoli e acquistare criptovalute tramite app e senza commissioni – sono pronti a lanciare oggi la loro Ipo, un’offerta pubblica iniziale, insomma a quotarsi alla Borsa di New York.Un approdo in grande stile, quello del primo servizio di trading a zero spese: il simbolo “Hood” avrà un prezzo iniziale compreso tra 38 e 42 dollari per azione. E l’obiettivo, ambizioso, è raggiungere fin da subito una valutazione di 35 miliardi di dollari. Non solo: i gestori dell’app americana, ideata nel 2013 da Vladimir Tenev e Baiju Bhatt – due laureati in matematica di Stanford che da studenti avevano partecipato alle proteste anti-finanza di Occupy Wall Street – assicurano di voler riservare il 35 per cento delle azioni immesse sul mercato ai propri clienti. Ovvero a quei 17,7 milioni di utenti attivi, cui nel pieno del lockdown Robinhood ha dato la possibilità – solitamente riservata agli esperti – di giocare in Borsa dal salotto, «democratizzando il sistema degli investimenti».E pazienza se in realtà numerosi analisti paragonano l’app al gioco d’azzardo: uno strumento troppo potente per essere lasciato in mano a investitori inesperti (il 50 per cento degli utenti è al primo investimento). Tanto più dopo quanto accaduto a inizio anno con il boom, e la successiva ricaduta, delle azioni Game-Stop: la moribonda catena di negozi di videogiochi che ha visto schizzare al rialzo del 1700 per cento le sue azioni grazie all’intervento programmato online di un nutrito gruppo di utenti. Una serie di assalti ad altri titoli condotti attraverso Robinhood ha fatto impazzire il mercato, finendo per costringere la piattaforma a limitare gli acquisti su 13 aziende per cercare di rientrare nei requisiti di capitale imposti da quella Sec che vigila sulla Borsa, ma scatenando l’ira della Rete. Per quelle clamorose operazioni su titoli “meme”, Robinhood si è beccata un multone da 70 milioni di dollari, giustificato dall’accusa di “ingannare” e “danneggiare” i clienti. A poche settimane dall’Ipo, una bella grana per gli aspiranti rivoluzionari della finanza. L’inchiesta ha infatti svelato numerose magagne: compresi macroscopici errori nella visualizzazione dei saldi. A febbraio Alex Kearns, 20 anni appena, si è suicidato dopo essersi visto recapitare un saldo negativo di 730 mila dollari. Il giovane era convinto di aver perso quei soldi investendo maldestramente; invece, ero solo uno dei tanti bug della app e la sua perdita ammontava a una cifra minima, tanto che i genitori hanno intentato una causa contro l’azienda.Nonostante errori e guai, Robinhood ha comunque fatto immensi guadagni nel corso del 2020, addirittura il triplo di quanto ottenuto negli anni precedenti: ben 959 milioni di dollari. Nei documenti di quotazione la società ha ammesso di non aver mai gestito un aumento di volume d’affari così rapido: impossibile fare previsioni sul futuro, perché legato a troppi fattori variabili. Insomma, Robinhood rilancia: ma ammette di non sapere se troverò uno sceriffo di Nottingham pronto ad arrestarne l’ascesa nella labirintica foresta degli investimenti.

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