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Rivalutazioni light

Niente sanzioni ma riversamento con gli interessi legali dell’imposta sostitutiva, trasformata in credito d’imposta, per utilizzare il maggior termine decennale per l’utilizzazione edificatoria delle aree fabbricabili.

Così l’Agenzia delle entrate che, con la risoluzione n. 94/E di ieri, è intervenuta sul tema della proroga, da cinque a dieci anni, del termine edificatorio delle aree fabbricabili, disposto dal comma 474, dell’art. 1, legge 266/2005. Con un preciso interpello, i rappresentanti legali di una società a responsabilità limitata hanno chiesto conferma dell’atteggiamento da tenere, in ossequio alle disposizioni inserite nel comma 8-ter, dell’art. 29, della legge n. 14/2012. Siamo nell’ambito di una rivalutazione di aree fabbricabili eseguita nel bilancio chiuso al 31/12/2005 che ha interessato due aree possedute dalla società e per le quali non si è verificata l’utilizzazione edificatoria nel termine quinquennale prescritto (31/12/2010). La società, nel rispetto delle indicazioni di prassi (circolare n. 18/E/2006) fornite a suo tempo, ha trasformato in credito d’imposta l’ammontare dell’imposta sostitutiva versata e ha provveduto a ripristinare in valori fiscali delle aree nel bilancio chiuso al 31/12/2010 a valori storici. Con la proroga tardiva intervenuta a febbraio 2012 (legge n. 14/2012), i rappresentanti della società si sono posti il problema di aver operato correttamente e, nell’istanza d’interpello presentata hanno individuato due comportamenti possibili: validità dell’operato (ripristino dei valori e trasformazione della sostitutiva in credito d’imposta) con conferma la rinuncia agli effetti della rivalutazione o riconoscimento della buona fede con possibilità di mantenere gli effetti della rivalutazione eseguita, procedendo nel riversamento del credito d’imposta utilizzato, senza applicazione delle sanzioni. L’Agenzia delle Entrate conferma quanto indicato dall’istante, compreso il diritto di utilizzare il credito d’imposta in compensazione, ai sensi dell’art. 17, dlgs n. 241/1997, posto che lo stesso credito d’imposta sia stato utilizzato dopo la scadenza del termine quinquennale e ricorda che la proroga è arrivata a oltre un anno dalla scadenza del termine fissato per l’utilizzazione edificatoria.

Di conseguenza, le Entrate confermano la doppia possibilità (rinuncia o rinnovo degli effetti della rivalutazione), precisando che il riversamento del credito d’imposta deve avvenire senza applicazione delle sanzioni, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita (per i «solari») al periodo d’imposta 2012 (Unico 2013 – redditi 2012), ma con applicazione degli interessi nella misura del saggio legale, di cui all’articolo 1284 c.c. (attualmente fissato nella misura del 2,5% annuo), con decorrenza dall’1/1/2012, utilizzando la delega modello «F24» e il medesimo codice tributo («1812»), utilizzato a suo tempo per il versamento della sostitutiva, indicando come anno di riferimento il 2011.

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