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Rivalutazioni, doppia chance

Rivalutazione dei beni e delle partecipazioni d’impresa con dubbi sul versamento della sostitutiva. Questo è quanto emerge dalla lettura dei commi da 8 e 14, dell’art. 6 della bozza del ddl Stabilità 2014. Dal tenore letterale delle disposizioni, infatti, risulta possibile la doppia rateazione: quella annuale e quella da dichiarazione unificata.

Le norme contenute nel ddl ripropongono la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, con la sola esclusione degli immobili merce, con valenza fiscale, posto il versamento di un’imposta sostitutiva. Tale opportunità è offerta alle imprese che non adottano i principi contabili internazionali per la redazione del proprio bilancio e, in particolare, alle società per azioni e in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, alle cooperative e di mutua assicurazione e alle società europee, nonché agli enti pubblici e privati diversi dalle società, ma che hanno per oggetto l’esercizio esclusivo o principale di attività commerciali, di cui alle lettere a) e b), dell’art. 73, dpr 917/1986 (Tuir). La rivalutazione deve riguardare tutte le categorie omogenee dei beni, siano essi strumentali o meno, con la sola esclusione dei beni immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa, comprese le partecipazioni di controllo e di collegamento, e deve essere eseguita nel bilancio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012. Poste queste condizioni, la rivalutazione ha effetto dal 2016 (effetti fiscali differiti) e sempreché sia eseguito il versamento delle imposte sostitutive, fissate nella misura del 16% per i beni ammortizzabili, del 12% per i beni non ammortizzabili e, eventualmente, del 10% per l’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione. Il versamento dell’imposta sostitutiva copre sia le imposte sui redditi sia le addizionali sia l’Irap e, come indicato, può essere compensata ai sensi del dlgs 241/1997, con crediti derivanti da imposte, tributi o contributi. Con riferimento ai termini di versamento, l’attuale comma 13 prescrive che «le imposte sostitutive di cui ai commi 10 e 11 sono versate in tre rate annuali di pari importo, senza pagamento degli interessi, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi». È quindi possibile rivalutare i beni di impresa o le partecipazioni al 31 dicembre 2013, determinare l’imposta sostitutiva dovuta e, in Unico Sc 2014 – redditi 2013, procedere a inserire l’imposta che viene liquidata in tale sede, con le altre imposte dovute. Per quanto indicato, è evidente che la società che ha rivalutato non può procedere nel versamento della sostitutiva in un’unica rata, dato che le disposizioni richiamate parlano solo di un versamento in tre rate e, in secondo luogo, resta aperta la pista per la quale la rata annuale, «da pagarsi entro il termine di versamento del saldo delle imposte» potrebbe essere ulteriormente rateizzata (massimo cinque rate), in sede di pagamento delle imposte da dichiarazione. Il problema per le recenti rivalutazioni (si veda ItaliaOggi del 1° ottobre 2013), si ripropone anche in questo caso stante il dettato normativo, con l’ulteriore aggravio che l’Agenzia delle entrate (risoluzione n. 70/E/2013) ha dato la propria interpretazione, disponendo che, nel caso della rivalutazione di cui ai commi da 16 a 23, art. 15, dl 185/2008, non erano state richiamate «neanche indirettamente le disposizioni dell’art. 20, del citato decreto legislativo n. 241 del 1997». Il comma 13, dell’art. 6, del ddl stabilità 2014, invece, nella versione attuale richiama espressamente il decreto legislativo citato, disponendo che «gli importi da versare possono essere compensati ai sensi del dlgs 241/1997», apparentemente ai soli fini della compensazione, ma pare evidente anche ai fini dell’art. 20, del medesimo decreto, che ne dispone l’ulteriore rateazione, rendendo possibile quest’ultima procedura.

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