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Rivalutazioni da portare in Unico

La rivalutazione dei beni immobili effettuata nel bilancio 2008, secondo l’agenzia delle Entrate, produce effetti fiscali qualora i maggiori valori siano stati indicati nel modello Unico, ma la norma di legge non lo dice. Al contrario, per la rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni, il riporto in dichiarazione non assume rilevanza ai fini del perfezionamento della rivalutazione.
L’articolo 16, commi da 16 a 21, del Dl 185/2008 prevedeva la possibilità per i titolari di reddito d’impresa, di procedere, nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2008, alla rivalutazione dei beni immobili risultanti dal bilancio relativo all’esercizio precedente. Tale facoltà era attribuita anche alle imprese in contabilità semplificata. Risultavano invece escluse dall’ambito oggettivo le aree fabbricabili e gli immobili “merce”. Affinché la rivalutazione consentita anche solo ai fini civilistici, fosse riconosciuta sotto il profilo fiscale, era necessario il versamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, dell’Ires, dell’Irap nonché delle relative addizionali. L’imposta, determinata con l’aliquota del 3% per gli immobili ammortizzabili e dell’1,5% per quelli non ammortizzabili, poteva essere versata integralmente in un’unica soluzione o in tre rate. Gli effetti fiscali della rivalutazione relativamente alle quote di ammortamento deducibili e per il plafond ai fini del calcolo delle spese di manutenzione, risultavano differiti al quinto esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 e quindi dal periodo d’imposta 2013.
L’agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E/2009, ha precisato che la rivalutazione dei beni d’impresa deve ritenersi perfezionata con l’indicazione nella dichiarazione dei redditi, dei maggiori valori rivalutati e della relativa imposta sostitutiva (quadro IQ), a nulla rilevando l’omesso o tardivo versamento dell’imposta sostitutiva. Tale interpretazione appare in chiaro contrasto con la formulazione letterale della norma la quale stabilisce invece che il maggior valore attribuito ai beni è riconosciuto con il versamento dell’imposta sostitutiva (articolo 16, comma 20, Dl 185/08). L’Agenzia fonda il suo orientamento sulla scorta di quanto chiarito con riferimento alle precedenti rivalutazioni previste dalle leggi n. 448/2001 e n. 266/2005 per i beni d’impresa. Tuttavia tali norme di legge, sul punto, non fornivano alcuna indicazione esplicita. Diversamente il Dl 185/08 regola in modo chiaro il momento nel quale la rivalutazione deve considerarsi perfezionata. Pertanto, a nostro parere, ciò che rileva ai fini del perfezionamento della rivalutazione è il pagamento dell’imposta sostitutiva, o della prima rata, entro il 16 giugno 2009.
Invece relativamente alla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni al di fuori della sfera dell’impresa (legge n. 448/2001 i cui termini sono stati riaperti dalla legge n. 218/2012, articolo 1, comma 473), l’indicazione degli estremi nella rivalutazione nel modello Unico non pregiudicano gli effetti della rivalutazione, ma determinano soltanto una sanzione formale (circolare 1/E/2013 dell’agenzia delle Entrate): due interpretazioni diverse a fronte di un dato letterale pressoché identico.

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