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Rivalutazione entro il 30 giugno

Ancora una chance per rivalutare partecipazioni societarie e terreni. L’ultima legge di stabilità (legge 147/2013) ha riaperto i termini per asseverare la perizia di stima ed effettuare il versamento dell’imposta sostitutiva del 2% o del 4% per ridurre il carico fiscale delle cessioni: la nuova scadenza è fissata al prossimo 30 giugno.
La rivalutazione di quote e terreni può riguardare anche i beni già affrancati per effetto di precedenti norme agevolative. In questo caso, si può scomputare dall’importo dovuto quanto versato in precedenza. È consentito, inoltre, rideterminare al ribasso il valore di un bene già rivalutato per adeguarlo al minore valore di mercato. Il principale beneficio dell’affrancamento consiste nel fatto che il nuovo valore assume rilevanza nel calcolo della plusvalenza tassabile ai fini Irpef.
L’agevolazione interessa i privati, le società semplici e gli enti: non va, quindi, confusa con quella prevista dalla stessa legge di stabilità per le imprese. Queste ultime, infatti, possono beneficiare dell’affrancamento dei beni materiali e immateriali, con esclusione dei beni merce, e delle partecipazioni in società controllate o collegate iscritte tra le immobilizzazioni.
Le caratteristiche
L’articolo 1, comma 156, della legge 147/2013 ha reintrodotto la possibilità di rideterminare il valore di acquisto di terreni e partecipazioni. Per i contribuenti è il momento di verificare se godono dei requisiti per aderire all’affrancamento e se lo stesso sia effettivamente conveniente (si veda l’altro articolo nella pagina). Trattandosi di un’agevolazione finalizzata a ridurre le plusvalenze disciplinate dagli articoli 67 e 68 del Tuir, possono beneficiare della rivalutazione: le persone fisiche che detengono terreni e partecipazioni al di fuori del regime d’impresa; le società semplici e i soggetti assimilati; gli enti non commerciali, con riferimento ai beni che non rientrano nell’esercizio dell’attività commerciale; i soggetti non residenti le cui plusvalenze sono imponibili in Italia. La rivalutazione riguarda nello specifico le partecipazioni societarie non quotate, qualificate o meno, e i terreni agricoli, edificabili e lottizzati, posseduti alla data del 1° gennaio 2014. Si possono affrancare anche i diritti edificatori, in considerazione del fatto che godono del medesimo regime pubblicitario dei diritti reali su beni immobili.
La procedura si perfeziona con l’asseverazione di una perizia di stima del valore del bene redatta da professionisti abilitati e con il versamento di un’imposta sostitutiva pari al 4% per i terreni e le partecipazioni qualificate e del 2% per quelle non qualificate. La scadenza per l’asseverazione della perizia è fissata al prossimo 30 giugno.
Gli adempimenti
I soggetti abilitati a redigere le perizie di stima delle partecipazioni societarie sono gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nonché gli iscritti nell’elenco dei revisori legali dei conti. Sono, invece, abilitati alla redazione della perizia di stima dei terreni, gli iscritti agli albi degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei dottori agronomi, degli agrotecnici, dei periti agrari e dei periti industriali edili. Sono abilitati a valutare sia le partecipazioni che i terreni anche i periti iscritti alle Camere di commercio, in base al Rd 2011/1934. Il versamento del l’imposta sostitutiva deve essere effettuato, entro lo stesso termine del 30 giugno 2014, in un’unica soluzione o può essere rateizzato fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi del 3% annuo da versare contestualmente a ciascuna rata, in scadenza il 30 giugno 2015 e il 30 giugno 2016.
Una rilevante novità introdotta dall’articolo 7, comma 2, lettera ee), del Dl 70/2011 consente ai soggetti che si avvalgono della rideterminazione delle partecipazioni e dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2014 di scomputare dall’imposta sostitutiva dovuta quella eventualmente già versata in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate con riferimento ai medesimi beni. Chi non effettua la compensazione può chiedere il rimborso dell’imposta sostitutiva già pagata entro il termine di 48 mesi dalla data di versamento dell’intera imposta o della prima rata relativa alla nuova rideterminazione effettuata.
Chi si avvale della rivalutazione deve indicare i dati nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di perfezionamento e conservare la documentazione per esibirla al Fisco in caso di richiesta.

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