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Rivalutazione beni in tre rate

Rivalutazione dei beni in tre rate. Le imposte sostitutive potranno essere versate in tre tranche di pari importo senza pagamento di interessi. È questo il contenuto di uno degli emendamenti del governo, presentati ieri, a firma del viceministro dell’economia e delle finanze, Enrico Morando, al dl 66/2014, all’esame delle commissioni bilancio e finanze del senato.

Sono 17 le proposte di modifica del governo, mentre solo due quelle avanzate dai relatori Maria Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì ( Ncd).

Al momento, però, non sono state presentate correzioni all’impianto dell’articolo 1 in particolare per quel che riguarda un ampliamento del bonus solo per i nuclei monoreddito con almeno tre figli

Rivalutazioni dei beni di impresa in tre tempi. Più tempo per saldare il conto con il fisco sulla rivalutazione dei beni. Come anticipato da ItaliaOggi del 9 maggio 2014, le imprese saranno chiamate alla cassa entro il 2014 ma il pagamento sarà effettuato in tre rate. I 600 mln di gettito derivanti dalla misura non dovranno dunque essere versati tutti e subito, ma frazionati al 16 giugno, settembre e dicembre 2014 se l’impresa ha la chiusura dell’anno di imposta coincidente con l’anno solare mentre, se non coincide con l’anno solare, dovrà versare al 16/12, al 16/3 e al 16/6. La legge di stabilità 2014, invece, originariamente prevedeva una restituzione del dovuto in tre anni.

Equiparazione della tassazione delle rendite finanziarie. L’emendamento presentato dalla relatrice al dl 66/2014, Maria Cecilia Guerra, mira a porre fine al discrimine esistente tra la tassazione delle partecipazioni non qualificate e quelle qualificate. Queste ultime, infatti, ad oggi, sono tassate con l’aliquota marginale Irpef su una base imponibile pari al 49,72%, mentre quelle non qualificate, ad oggi, sono tassate al 20%. Se la proposta di modifica troverà accoglimento, la tassazione delle due tipologie di partecipazioni verrà, sostanzialmente, equiparata e ricondotta al 26% in entrambi i casi.

Riforma della struttura del bilancio dello stato. Al restyling anche la struttura del bilancio dello stato. Una delle proposte emendative del governo, infatti, pone l’obiettivo, entro il 31 dicembre 2015 di emanare dei decreti ad hoc per la riorganizzazione della struttura del bilancio dello stato. Nel dettaglio, l’emendamento, che porta la firma del viceministro dell’economia e delle finanze, Enrico Morando, prevede che «il governo è delegato a adottare, entro il 31 dicembre 2015, uno o più decreti legislativi per il completamento della riforma della struttura del bilancio dello stato con particolare riguardo alla riorganizzazione dei programmi di spesa e delle missioni e alla programmazione delle risorse, assicurandone maggiore certezza, trasparenza e flessibilità». L’attuazione delle delega, inoltre, dovrà essere a costo zero. Con un successivo emendamento, infatti, il governo ha messo nero su bianco il fatto che «dall’attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né aumento della pressione fiscale sui contribuenti».

Lotta all’evasione. Novità in arrivo anche sul fronte della lotta all’evasione fiscale. All’art. 6, comma 1, del dl viene, infatti, aggiunto un ulteriore comma che stabilisce che, per il 2013, non troverà applicazione quanto previsto dall’art. 2, comma 36.1 del dl 138/2011. Per il 2013, quindi, non dovrà trovare applicazione, la disposizione che prevede che «le maggiori entrate derivanti sono riservate all’Erario, per un periodo di cinque anni, per essere destinate alle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, anche alla luce della eccezionalità della situazione economica internazionale».

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