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Rivalutazione beni in tre rate

Tre rate per il pagamento dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni d’impresa (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre). Autorizzazione della spesa pari a 75 milioni di euro per gli interventi nelle zone franche urbane. Obbligo per le stazioni appaltanti di indicare gli appositi codici in vista della fatturazione elettronica. Proroga di altri due mesi per le imprese per la certificazione legata al pagamento della nuova tranche di debiti della p.a. Riapertura della rateizzazione fiscale, fino a un massimo di 72 rate mensili, per chi è decaduto dal beneficio. Queste alcune delle misure contenute nel dl Irpef approvato, ieri, dal senato a seguito del voto di fiducia arrivato dopo la presentazione da parte del governo del maxiemendamento da parte del governo. Ora il provvedimento passa all’esame della camera in tempo per la dead line di conversione prevista il 24 giugno. Via libera, quindi, al versamento delle imposte sostitutive per la rivalutazione dei beni d’impresa in tre rate senza pagamento degli interessi ma compensando gli importi da versare (si veda ItaliaOggi del 21 maggio 2014). Allo stesso tempo, le aziende speciali, le istituzioni e le società a partecipazione pubblica dovranno attenersi al principio della riduzione dei costi del personale attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale. Per questa finalità l’ente controllante, definirà specifici criteri per l’attuazione del principio del contenimento dei costi.

Sempre sul fronte fiscale, poi, i contribuenti decaduti dal beneficio della rateizzazione potranno richiedere un nuovo piano di rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili a condizione che: la decadenza sia avvenuta entro e non oltre il 22 giugno 2013 e la richiesta non sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2014 (si veda ItaliaOggi del 4 giugno 2014). Il piano di rateazione non sarà prorogabile e il debitore decadrà dallo stesso in caso di mancato pagamento di due rate consecutive. I canoni delle concessioni demaniali marittime dovuti a partire dall’anno 2014, inoltre, saranno versati entro il 15 settembre di ciascun anno. Contemporaneamente gli enti gestori dovranno intensificare i controlli per verificare l’adempimento da parte dei concessionari. A trovare spazio, poi, anche il comparto agricolo. Per l’anno 2014, ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accise, la produzione e la cessione di energia elettrica (sino a 2.400.000 kWh anno) e calorica da fonti rinnovabili agroforestali (sino a 2.600.000 kWh anno) nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali, provenienti dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo ed effettuati da imprenditori agricoli (art. 2135 del c.c.) si considereranno produttive di reddito agrario. Per la produzione di energia elettrica, oltre i limiti suddetti, il reddito delle persone fisiche, delle società semplici, sarà determinato ai fini Ires e Irpef, applicando all’ammontare dei corrispettivi ai fini dell’Iva il coefficiente del 25%. Novità anche sul fronte della trasparenza. Le p.a., infatti, dovranno pubblicare nel proprio sito internet i dati completi relativi ai compensi percepiti da ciascun componente del consiglio di amministrazione. Affidato, poi, agli uffici della Farnesina il compito di fare «attività per la promozione dell’Italia» anche sviluppando «contatti di natura economico-commerciale» con un fondo di 15 milioni per il 2015 con il taglio di oneri di rappresentanza e indennità. Prevista, invece, la possibilità per la Lombardia di derogare per ciascuno degli anni 2014 e 2015 ai limiti di spesa in materia di comunicazione e promozione per gli eventi legati all’Expo 2015.

Infine, l’obbligo di cessione delle partecipazioni non si applicherà alle aziende termali le cui partecipazioni azionarie e le attività siano state trasferite a titolo gratuito alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano.

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