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Rivalutazione beni, 14ª tranche

Quattordicesima riapertura della rideterminazione del costo delle partecipazioni e dei terreni. Posto il versamento della prima o unica rata dell’imposta sostitutiva e della perizia al 30 giugno 2016, è necessario il relativo possesso al 1° gennaio 2016. Con il disegno di legge Stabilità 2016, il legislatore propone una nuova proroga (la quattordicesima) dei termini per la rideterminazione del costo di acquisto di terreni e partecipazioni, intervenendo sul comma 2, dell’art. 2, dl 282/2002 (si veda ItaliaOggi del 17/10/2015).

Com’è noto, la rivalutazione del costo di acquisto produce effetti sulla determinazione della plusvalenza tassabile, nell’ambito dei redditi delle persone fisiche e soggetti assimilati (società semplici ed enti non commerciali), di cui all’art. 67, dpr n. 917/1986 (Tuir).

I proprietari e/o i titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione e quant’altro) anche, in caso di terreni, limitatamente alla quota posseduta e sebbene a proprietà indivisa, potranno rideterminare il valore dei terreni e delle quote possedute, come detto, alla data dell’1/1/2016. Come sempre, la possibilità è concessa per i terreni, sia agricoli sia edificabili, e per le partecipazioni in società di qualsiasi tipo, con eccezione di quelle quotate, con riferimento ai valori di mercato, individuati alla data di possesso (necessariamente all’1/1/2016). Infatti, quote di partecipazione e terreni devono essere posseduti a tale data e, con particolare riferimento ai terreni agricoli, i contribuenti potranno essere interessati soltanto in caso di potenziale emersione di plusvalenze tassabili ovvero in presenza di aree edificabili; in presenza di terreni agricoli, invece, la plusvalenza si concretizza se la cessione del terreno avviene entro cinque anni dall’acquisto.

Il contribuente deve ottenere, entro il 30/6/2016, una perizia giurata di un professionista tecnico (geometra, ingegnere, architetto e quant’altro) o, se si tratta di quote di partecipazione, di altro professionista (commercialisti, in genere) e, alla medesima data, dovrà procedere con un versamento dell’imposta sostitutiva, che è stata fissata nella misura dell’8% per i terreni e per le partecipazioni qualificate e del 4% per le partecipazioni non qualificate, dell’unica soluzione o della prima rata; è possibile, come sempre, versare il tributo anche in tre rate annuali di pari ammontare, con l’aggravio di interessi (3%) sulla seconda e terza rata.

Si ricorda che, anche se in linea di principio, la rivalutazione non sarebbe praticabile per i terreni già ceduti al momento del giuramento, poiché il valore rideterminato dovrà essere indicato nell’atto di cessione (Agenzia delle entrate, circ. 15/E/2002), giacché lo stesso rappresenta il valore minimo di riferimento ai fini delle imposte di registro e accessorie, ma la stessa Amministrazione finanziaria (ris. 53/E/2015) ha modificato la propria posizione, precisando che, la mancata compilazione del quadro dichiarativo (Unico), la disponibilità di una perizia giurata dopo l’atto di cessione e l’indicazione di un valore inferiore a quello stimato, non compromettono la stessa rivalutazione.

Le rivalutazioni eseguite hanno effetto anche per gli atti di esproprio, nel caso in cui il contribuente opti per la tassazione indicata dalla lettera b), comma 1, art. 67 del Tuir mentre, per eseguire la verifica, se si tratti di una partecipazione qualificata o meno, si deve far riferimento alla lettera c), del comma 1, dell’art. 67, dpr 917/1986, con il quale si dispone che sono da ritenere tali quelle che risultano superiori al 20% del capitale sociale, in presenza di società di capitali e al 25%, in presenza di società di persone.

È possibile che la nuova valutazione risulti inferiore rispetto a quella indicata nelle rivalutazioni precedenti, con la possibilità che l’imposta sostitutiva già versata sia utilizzata fino a concorrenza di quella dovuta per la nuova rivalutazione, non essendo possibile ottenere il rimborso dell’eccedenza (Agenzia delle entrate, circ. 47/E/2011 § 3).

Infine, sulla necessità di redigere una nuova perizia (Agenzia delle entrate, ris. 111/E/2010), si evidenzia un ulteriore intervento (Agenzia delle entrate, circ. 1/E/2013) con il quale la stessa agenzia ha precisato che, in caso di riduzione del valore, si rende utilizzabile il valore della perizia già fatta in precedenza, per effetto del mantenimento della validità del costo fiscale precedente.

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