Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ritorno positivo a Piazza Affari

di Alberto Ronchetti

Il listino azionario italiano, malgrado tutte le ipotesi sui rischi di attacchi speculativi e sul possibile tracollo delle finanze pubbliche, continua a essere fra i migliori – anzi il migliore – di tutta Europa. Da inizio anno il rialzo è di quasi il 10%, percentuale che lo pone alla testa di un gruppo di inseguitori blasonati come Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e perfino Stati Uniti.

Gli investitori che seguono il trend, non dovrebbero quindi avere dubbi nell'investire – almeno a breve – su Piazza Affari, anche perché la sovraperformance del nostro indice si è mostrata solida e pressochè ininterrotta dall'inizio dello scorso gennaio. Però è anche vero che il momentum non basta a delineare una strategia di lungo periodo, che l'analisi tecnica suggerisce un atteggiamento guardingo su Piazza Affari e che, in linea più generale, il rialzo delle Borse globali non dovrebbe proseguire – sempre secondo i graficisti – oltre l'estate. Oltretutto non bisogna dimenticare che, l'anno scorso, il mercato di Milano non ha certo brillato, anzi è stato uno dei peggiori nel nostro continente con un ribasso di quasi il 15 per cento.

Quindi, alla fine, è meglio analizzare con attenzione le possibili prospettive della Borsa di Milano che, fra l'altro, è quella che – al di là di ogni ragionamento sulla globalizzazione degli investimenti – raccoglie più consensi fra i nostri investitori.

«Negli ultimi anni chi ha tenuto le posizioni ha guadagnato più di chi ha fatto trading», spiega Uberto Barigozzi, commercialista titolare di una fiduciaria specializzata nel family office per facoltose famiglie milanesi. «Approfittare dei ribassi per acquistare titoli di qualità – spiega – è la scelta migliore e vincente sul lungo periodo».

I clienti tradizionali del private banking, cioè le famiglie ad alto reddito, spiega ancora Barigozzi, «oggi sono disorientati, non sanno bene come agire di fronte ai conflitti/insurrezioni nordafricane, all'aumento dei prezzi petroliferi e all'instabilità monetaria: in questo contesto gli imprenditori non investono e i risparmiatori seguono il trend raccomandato dai gestori: per ora hanno aumentato le azioni e calato la quota obbligazionaria in portafoglio».

L'equity è certamente un asset da seguire. Ma bisogna saper scegliere, seguendo attentamente mercati e opportunità. Alfredo Piacentini, partner della banca svizzera Syz e gestore del fondo Oyster Italian Opportunities, uno dei più brillanti fra quelli specializzati su Piazza Affari, sottolinea come, al momento, la scelta di stare sul listino italiano sia una delle migliori in Europa. «Questo anche perché – osserva – la situazione generale e i dati macroeconomici del Paese, visti dall'estero, non sono poi così male nel raffronto globale».

Innanzitutto, osserva il gestore, l'Italia non fa parte dei Pigs, le nazioni europee considerate ad alto rischio default. «Le ondate speculative che più volte negli ultimi trimestri hanno colpito le obbligazioni di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna – spiega – hanno lambito anche le obbligazioni italiane». Ma il nostro Paese, rispetto agli altri Pigs, «ha un deficit fiscale sotto controllo, con il saldo primario del bilancio pubblico che tornerà in attivo nel 2011. Inoltre vanta una crescita del Pil, trainata dall'export e dalle spese in conto capitale, che è lenta, ma comunque positiva. E, infine, il rating creditizio riflette, per ora, un rischio basso».

Giorgio Mascherone, responsabile investimenti di Deutsche Bank in Italia, è sostanzialmente d'accordo e osserva come «se guardiamo ai dati macroeconomici il listino è sostanzialmente allineato, o in alcuni casi addirittura messo meglio, rispetto alle altre nazioni europee». Ovviamente bisogna anche considerare che, dal punto di vista di un investitore internazionale, la Borsa di Milano è poca cosa, in termini di capitalizzazione, a livello globale.

Comunque, aggiunge il gestore di Deutsche Bank, «la situazione italiana non è critica, anche se occorre molta cautela, perché il listino è molto pesato sulle banche e ogni sussulto sul rischio dei debiti dell'Europa meridionale, a partire dalla Grecia, potrebbe condizionare negativamente i prezzi dei finanziari». I settori equity da preferire in Europa e in Italia, secondo Mascherone, sono l'energia e le infrastrutture energetiche, oltre alle imprese con una presenza consolidata (siti di produzione o export) in Oriente.

Per quanto riguarda l'obbligazionario, aggiunge Mascherone, «l'Italia è interessante per le scadenze brevi, a tasso variabile e non oltre i due anni di duration, anche se a livello globale bisogna avere un sovrappiù di attenzione in vista del possibile aumento dei tassi. Forse una migliore occasione viene dai bond emergenti, anche in prospettiva di una possibile rivalutazione monetaria». Piacentini aggiunge che «abbiamo ripreso a comprare bond italiani da un paio di mesi, perché mostrano un appetibile rapporto rischio-rendimento a medio termine».

Ma tornando a Piazza Affari, quali sono le migliori scelte? E perché conviene? «Il ciclo economico è favorevole – risponde Piacentini –, inoltre l'alta esposizione ai settori finanziario (40% del listino) ed energetico (20%) dovrebbe beneficiare di un cambiamento nell'allocazione settoriale. Infine il Ftse Mib quota meno di nove volte gli utili 2012 e sotto l'unità in termini di prezzo/valore di libro. Quindi l'Italia, assieme alla Spagna, è uno dei mercati più convenienti in Europa». Fra i titoli più intriganti, conclude il gestore di Italian Opportunities, figurano Enel, Generali, Intesa Sanpaolo, Eni, Snam Rete Gas, Pirelli, Prysmian, L'Espresso e Yoox.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa