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Il ritorno dell’Antitrust “Dalla sanità a Internet serve più concorrenza”

E se i tanti soldi che l’Europa promette, alla fine non bastassero? L’Autorità Antitrust mette una pulce nell’orecchio del governo Draghi. In un documento di 105 pagine, il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli avverte che il fiume di denaro del Recovery Fund dovrà insinuarsi in un’Italia diversa per generare ricchezza.
Il Paese che Rustichelli immagina, diverso lo è per davvero. Ci sono tanti termovalorizzatori. E colonnine per le ricariche delle auto elettriche a ogni angolo. Le cliniche private sono in prima linea, con gli ospedali pubblici, nell’assistenza sanitaria. Intanto le piccole aziende – se decotte e in perdita strutturale – vengono cancellate dalla scena senza più assistenzialismi. In questa Italia liberalizzata, l’Antitrust chiede anche una vigilanza speciale su piattaforme digitali come Amazon e le sue sorelle.
Il documento dell’Antitrust punta a guidare il governo Draghi nella stesura della Legge annuale sulla Concorrenza che creerà le condizioni per una più corretta competizione tra le imprese, incluse quelle della salute. Nel pieno della terza ondata da Covid-19, l’Antitrust apre un’autostrada davanti alla scalpitante sanità privata. L’ammalato – è la tesi – dovrebbe essere libero di scegliere tra assistenza pubblica e assistenza privata, senza ostacoli. Per questo tutte le strutture di cura vanno convinte a pubblicare – intanto – i dati dei loro risultati nell’assistenza ai malati, perché le famiglie possano orientarsi verso i medici e gli infermieri migliori. Attività sanitarie oggi riservate alle strutture convenzionate con il Servizio sanitario andrebbero aperte a tutti i privati.
La svolta ambientale – continua l’Antitrust – passa attraverso spese importanti. I porti italiani devono accogliere sempre più le navi trasporta- container, meno inquinanti dei Tir su strada. Per questo i troppi vincoli a concessioni e investimenti vanno rimossi. Come esistono una molteplicità di marchi che ci vendono la benzina o il diesel al distributore, andrebbero incoraggiati imprenditori anche esteri a creare più reti di colonnine elettriche per auto. Le famiglie certo possono fare molto per risparmiare risorse scarse come l’acqua o l’energia. Ma la tecnologia dovrà assisterle. Entro il 2022, le società della luce con più di 100 mila mila utenti devono avere un piano per installare i contatori 2G (macchine intelligenti che monitorano i nostri consumi ogni 15 minuti). I termovalorizzatori? Andrebbero aperti in tutta Italia, anche a costo di affidare a un commissario poteri straordinari di fronte all’inerzia del governo o dei governatori.
E mentre i giganti del commercio elettronico hanno campo libero, incredula l’Antitrust nota che Regioni e Comuni continuano a imporre regole sugli orari e i giorni di apertura dei negozi su strada, e sui periodi dei saldi. Aprire un nuovo esercizio, intanto, resta un’impresa per pochi coraggiosi.
Sul modello tedesco, l’Antitrust vuole vigilare infine sull’abuso di “dipendenza economica” che può far capo alle piattaforme digitali. Sei Amazon? Senza di te, migliaia di imprese non possono vendere i loro prodotti? E allora sei tenuto a una condotta sempre equa e non discriminatoria.
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