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Ritorno all’utile per Unicredit

Unicredit ritorna all’utile, mettendo a segno nel 2017 profitti per 5,5 miliardi di euro contro la perdita di 11,6 mld dell’anno precedente. L’utile netto rettificato è stato pari a 3,7 miliardi, esclusi gli effetti delle cessioni di Bank Pekao e di Pioneer e l’impatto negativo di un costo non ricorrente registrato nel terzo trimestre.

Nel quarto trimestre l’utile è ammontato a 801 milioni, molto superiore al consenso degli analisti fermo a 523 mln. «È il nostro miglior quarto trimestre nell’ultimo decennio», ha osservato l’a.d. Jean Pierre Mustier. Al risultato hanno contribuito l’uscita di 2.113 dipendenti, mentre sono 6.352 gli addetti in meno su base annua. Verrà proposto un dividendo di 0,32 euro per azione, pari a 700 milioni di euro, con un payout del 20% sui profitti normalizzati.

I ricavi annui sono saliti dell’1,7% a 19,6 miliardi, con un margine di interesse a 10,3 mld, in linea con il 2016 e leggermente sopra le attese di Banca Imi. Andamento favorevole anche per il controllo sui costi, sceso del 4% a 11,4 miliardi, con un rapporto costi-ricavi al 57,9% dal 61,3% del 2016. La raccolta da clientela è cresciuta da 396 a 414 miliardi di euro e i crediti alla clientela da 418 a 422 mld. Le commissioni sono aumentate del 7,1% a 6,7 miliardi (+7,1%).

Le rettifiche su crediti sono scese del 38,1% a 2,6 miliardi e i crediti deteriorati lordi sono passati da 56 a 48,4 mld (-14%), con una cessione di 4 mld nel corso dell’anno.

I crediti deteriorati netti si sono ridotti del 15% a 21,2 mld. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti è calato al 10,2% dall’11,8% del 2016. A livello patrimoniale il Cet 1 ratio fully loaded è salito dal 7,54 al 13,6%. Confermato l’obiettivo del 12,2-12,7% per quest’anno. «Il 2017 è stato un anno di svolta per Unicredit», ha sottolineato Mustier. «Abbiamo lanciato il piano Transform 2019 che sta già conseguendo risultati tangibili, conducendo a una performance finanziaria in ampio miglioramento, oltre a porre le basi per il successo e la crescita futura della banca. Abbiamo rafforzato in maniera significativa il capitale, grazie all’aumento da 13 miliardi, e abbiamo intrapreso azioni decisive per il de-risking del bilancio attraverso un’operazione senza precedenti da 17,7 miliardi sui crediti deteriorati. Abbiamo inoltre ridotto il nostro perimetro con le cessioni di Pekao e Pioneer per poterci concentrare sui nostri asset strategici core e sul rafforzamento della posizione di banca commerciale paneuropea». L’utile 2018 sarà probabilmente compreso fra 3,7 e 4,7 miliardi. Il payout resterà al 20%, per poi salire al 30% l’anno successivo.

Mustier ha ricordato che il piano industriale Transform 2019 prevede la crescita organica. In seguito saranno analizzate opportunità di fusioni con altre banche. Infine, la partecipazione dell’8,5% in Mediobanca non è strategica e saranno valutate opzioni di uscita se il prezzo dei titoli di Piazzetta Cuccia salirà. Unicredit ha raccolto i giudizi favorevoli degli analisti, che hanno parlato di numeri superiori alle attese. In borsa il titolo, muovendosi in controtendenza rispetto al mercato, ha guadagnato il 2,10% a 17,836 euro.

Giacomo Berbenni

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