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Rito tributario telematico da sabato in Lombardia

Dal 15 aprile il processo tributario telematico (Ptt) sarà una realtà anche il Lombardia. Il programma che consente di utilizzare la posta elettronica certificata per la notifica dei ricorsi e degli appelli in ambito tributario è stato presentato ieri in un convegno organizzato nell’aula magna dell’Università degli studi di Milano. L’incontro è stato coordinato dalla direttrice della commissione tributaria regionale per la Lombardia Paola Alifuoco e ha visto la presenza come relatore del direttore della giustizia tributaria del Mef Fiorenzo Sirianni. Durante la relazione, Sirianni ha chiarito i dubbi di professionisti (erano presenti l’ordine degli avvocati e quello dei commercialisti di Milano) in merito alle difficoltà incontrate nella consegna delle notifiche online. I problemi possono riguardare quattro ordini di fattori: firma (ogni documento deve essere firmato in formato elettronico, esclusivamente tramite firma CAdES ), virus (se l’hardware da cui si inviano gli allegati ha problemi di virus, il programma lo rifiuterà automaticamente), dimensioni (ogni atto inviato deve avere un peso massimo di 5 Mb, si dovrebbe arrivare a 20 entro la fine dell’anno) e integrità dei documenti trasmessi. Nel suo intervento, Sirianni ha sottolineato le differenze che intercorrono tra il Ptt e le altre due tipologie di processi telematici già in vigore in Italia (processo telematico amministrativo e civile). Innanzitutto, il direttore ha precisato come il Ptt sia sempre indicato erroneamente come l’ultima forma di processo telematico messa in atto nel nostro paese, quando in realtà la prima sperimentazione (regione Toscana e Umbria) è datata 15 dicembre 2015, un mese prima dell’inizio di quello amministrativo. Perciò, la giustizia tributaria «è la seconda giustizia ad averlo messo in atto, non la terza». Rispetto al civile, il controllo dell’integrità dei documenti inviati verrà fatto in automatico dal sistema elettronico e non dal cancelliere, per evitare inefficienze e perdite di tempo inutili.

Michele Damiani

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