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Rito telematico in due passaggi

Processo tributario telematico a due velocità: nella fase di notificazione si procede via Pec, mentre è solo con la fase della costituzione in giudizio che si entra, a tutti gli effetti, nella piattaforma digitale. Questo uno degli aspetti più interessanti della circolare n. 1/DF del 4 luglio 2019 con la quale il Mef fornisce indicazioni operative per la primissima fase di avvio del Ptt.

Prima di fare i conti con il vero e proprio processo telematico, quello che prende il via quando si devono inoltrare i documenti alla Commissione tributaria (e quindi quando si effettua la costituzione in giudizio) occorre superare un ostacolo da non sottovalutare: la notifica del ricorso all’ente accertatore.

Non siamo ancora sulla piattaforma telematica, si tratta, banalmente, di notificare l’atto a mezzo Pec.

Banalmente ma non troppo. Intanto va chiarito il momento esatto in cui l’atto inviato a mezzo Pec si considera notificato. Come accade per le notifiche cartacee (o come si dice in era di digitalizzazione, analogiche) tale momento può non essere identico per chi effettua la notifica e per il destinatario della stessa. Nella notifica per posta, per esempio, per il contribuente vale il momento di spedizione, per l’agenzia o altro ente impositore, quello dell’effettiva ricezione.

Anche nel processo telematico quindi va posta attenzione ai riscontri che il servizio di posta certificata dà a chi invia una Pec. La notificazione, per il mittente si intende eseguita al momento dell’invio del documento al proprio gestore Pec, attestato dalla ricevuta di accettazione (RdAC) rilasciata al medesimo gestore del sistema; invece, per il destinatario occorre far riferimento al momento in cui il documento informatico è reso disponibile nella casella Pec dal suo gestore attestato dalla ricevuta di avvenuta consegna (RAC).

Per chi notifica, poco importa il momento in cui il destinatario visualizza o meno il contenuto della Pec ricevuta. È sufficiente la ricevuta di accettazione per considerare perfezionata la notifica.

Importante la precisazione della circolare che sottolinea come le notifiche degli atti del processo tributario alla controparte tramite Pec possono essere effettuate 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno inclusi i festivi. In particolare la notifica eseguita tra le ore 21 e le ore 24 del giorno di scadenza si perfeziona, e si considera dunque tempestiva, per il notificante, se entro quel giorno è generata la ricevuta di accettazione, mentre è solo per il destinatario che opera il differimento al giorno successivo del momento perfezionativo della notifica stessa.

Per le modalità operative non valgono le regole ferree che valgono per gli avvocati in materia civile, amministrativa e stragiudiziale. Tuttavia la circolare consiglia di predisporre la mail indicando alcuni elementi nell’oggetto e nel corpo del messaggio. Ciò soprattutto per permettere al destinatario di individuare l’atto notificato e di comprendere la finalità della notifica stessa. La corretta compilazione è utile anche a chi notifica giacché in tal modo potrà ottenere le ricevute di accettazione e consegna complete di tutte le informazioni e i dati riguardanti l’atto. Si vedano nella tabella in pagina tutti gli elementi da indicare nella mail di notificazione.

Nella fase successiva di costituzione in giudizio andranno depositate, tramite Ptt, la ricevuta di accettazione e la ricevuta di avvenuta consegna, entrambe sottoscritte digitalmente, la prima dal mittente e la seconda dal destinatario.

Già nella fase di notifica i file che si inviano, ossia gli atti e gli allegati devono avere determinati requisiti dimensionali e tecnici che garantiscano l’uniformità e l’interoperabilità dei sistemi informatici. Gli stessi previsti per gli atti da depositare telematicamente. Occorrerà fare attenzione anche agli indirizzi che si usano per l’invio che sono quelli da reperire da Ini-Pec per le imprese e i professionisti iscritti in albi ed elenchi e da Ipa per le pubbliche amministrazioni e dei gestori dei pubblici servizi.

Fondamentale l’invito della circolare agli enti impositori e della riscossione ad inserire nelle istruzioni poste sul retro dell’atto l’indirizzo Pec al quale notificare eventuali ricorsi. Anche ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto del contribuente.

Ma che succede se la notifica non è possibile o non si perfeziona? Ciò può accadere, per esempio, quando sia reperibile l’indirizzo Pec del destinatario nei pubblici elenchi o quando il messaggio non può essere consegnato per cause imputabili al destinatario (ad. es. casella incapiente o inattiva) o, ancora, quando l’atto va notificato a un soggetto non obbligato alla titolarità di un indirizzo Pec.

In tali circostanze ci si dovrà attivare con le modalità classiche (analogiche) di notifica (consegna a mani proprie, servizio postale, ufficiale giudiziario). Occorrerà predisporre altresì una dichiarazione nella quale si attesta che la notifica avviene con la modalità analogica prescelta in quanto la precedente notifica a mezzo Pec non è andata a buon fine per cause imputabili al destinatario.

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