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Rito senza garanzie


di Debora Alberici  

I geometri, gli avvocati e gli altri professionisti che vengono sottoposti a un giudizio disciplinare dai consigli locali non hanno diritto alle garanzie del giusto processo perché si tratta di un procedimento amministrativo. È dunque legittima l'istruttoria senza delibera dell'ordine (nel caso dei geometri del collegio), valida inoltre la procedura senza contestazione dei fatti rilevanti.

Con una interessante sentenza depositata ieri dalla terza sezione civile (la numero 11608) la Cassazione ha esteso un principio già sancito per gli avvocati ai geometri e agli altri professionisti. Prima di tutto la terza sezione civile ha sottolineato la natura amministrativa del procedimento a carico di tutti i professionisti da parte dei consigli locali. Quanto detto per il settore forense, dunque, può essere esteso anche agli altri. Gli Ermellini lo affermano a chiare lettere: «I consigli, quando operano in materia disciplinare, esercitano funzioni amministrative e non giurisdizionali». In sostanza la loro funzione disciplinare è «una manifestazione del potere amministrativo attribuito per legge per l'attuazione del rapporto che si instaura con l'appartenenza all'ordine il quale stabilisce comportamenti conformi ai fini che intende perseguire». Dunque niente garanzie del giusto processo ai professionisti messi sotto accusa dal Consiglio locale. Non è ancora tutto. Rispolverando un vecchio principio la Cassazione ha chiarito che «in tema di giudizio disciplinare nei confronti di professionista, la formale incolpazione non richiede una minuta, completa e particolareggiata esposizione delle modalità dei fatti che integrano l'illecito e che l'indagine volta ad accertare la correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non va fatta alla stregua di un confronto meramente formale, dovendosi piuttosto dare rilievo all'iter del procedimento e alla possibilità che l'incolpato abbia avuto di avere conoscenza dell'addebito e di discolparsi». Ecco perché il Collegio di legittimità ha confermato la validità del procedimento a carico di un geometra che aveva patteggiato una condanna per truffa. Non era necessario contestargli i fatti, in presenza di una pronuncia del giudice penale. Non era neppure necessaria una delibera per l'avvio dell'attività istruttoria. Tutto regolare, per la Cassazione che ha confermato definitivamente la sanzione (sospensione).

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